Si distinguono i voti privati, che una persona può fare nelle condizioni da essa stessa stabilite, e i voti pubblici, che sono ammessi e regolati dalla Chiesa per coloro che abbracciano la vita religiosa.
I tre voti religiosi comuni - povertà, castità e obbedienza - sono espressione del donarsi totale. In alcuni ordini religiosi si pronuncia solo quello di obbedienza, che, con la vita comunitaria, compendia i tre citati.
«Attraverso i voti di povertà, castità ed obbedienza i Maristi vivono il mistero della morte e risurrezione di Cristo. Muoiono quotidianamente a questo mondo e annunciano il nuovo mondo inaugurato da Gesù risorto. Resi liberi, grazie all'amore di Dio, da ogni ricerca di sé, diventano fedeli servitori della volontà del Padre e giungono a sperimentare la gioia che Cristo ha promesso quando disse: Non c'è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il Regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà (Lc. 18, 29-30)» (Costituzioni Padri Maristi n. 94).