La
vita religiosa è un modo di vivere il vangelo.
E' lo stato
di vita degli uomini e delle donne che, aspirando a vivere nella carità,
seguono i consigli evangelici di povertà,
castità e obbedienza in comunità in un istituto approvato
dalla Chiesa.
Riveste
forme diverse, secondo quanto disposto nelle rispettive regole (o
costituzioni)
dai fondatori tenendo conto della loro finalità o missione propria.
Attualmente, si applica a tutte le diverse forme il nome di istituti
religiosi, anche se nella pratica si possono distinguere secondo
le fasi dello sviluppo che ha sperimentato la vita religiosa nel corso
della storia.
Nei
primi secoli si è sviluppata una forma di vita che accentuava il
suo carattere di separazione dal mondo. Gli uomini e le donne vivevano
nella solitudine dei loro monasteri. Da cui il nome di monaci(latino
monachus
= solitario). Esempio: i benedettini, i cistercensi, i certosini.
Nel
Medio Evo l'accento non è più posto sulla separazione dal
mondo, ma si sviluppa una concezione radicale di povertà. Nascono
i cosiddetti ordini mendicanti, (ad esempio: francescani,
domenicani, carmelitani). Questi sono chiamati
frati = fratelli.
Dal
secolo XVI in poi sorgono numerose congregazioni o istituti
religiosi (attualmente, congregazione o istituto sono il nome generico
per tutti gli stati della
vita religiosa) con finalità sempre
più diversificate, come il dedicarsi alle missioni, ai malati, all'insegnamento.
Di questo tipo sono, ad esempio, i gesuiti, i redentoristi, i comboniani,
i maristi, ecc. e la grande maggioranza
delle congregazioni femminili. Sono chiamati con il nome generico di religiosi
(che si applica anche a quelli menzionati in precedenza).