Giovedì sera nella
Comunità di Accoglienza e Formazione abbiamo avuto il consueto
incontro con gli
universitari per un momento di riflessione comune. E’ stato un momento
un po’
particolare, in quanto più che le parole abbiamo avuto modo di
lasciar parlare
il volto di Cristo. Un Power Point, preparato da Mario, ci ha fornito
le
immagini per fissare il nostro sguardo sul volto di Cristo, rileggere
in Lui la
nostra storia, i nostri sentimenti, la nostra intera vita. In questo
cammino
abbiamo potuto scoprire e contemplare
quei sentimenti con cui Cristo ci ha amati. Abbiamo potuto
riscoprire
attraverso le varie espressioni di quel volto che cosa l’Uomo Dio ha
sentito e
sente per l’uomo. E’ stato un riscoprire il sentimento di misericordia,
propria
di Dio, che ama la sua creatura e per la quale è disposto a fare
di tutto.
Abbiamo riscoperto la potenza del Creatore e la severità del
Giudice, ma allo
stesso tempo abbiamo rivissuto la bontà che ci rivela attraverso
la sofferenza
della passione e della morte sostenuta per l’uomo. In queste immagini
rimane
soprattutto impresso lo sguardo che Cristo, dall’iconografia orientale,
dalla
rappresentazione

medioevale o
dall’immagine rinascimentale, ti rivolge.
Questo
sguardo sembra come una spada che ti penetra, ti entra dentro e non
lascia
nessun punto oscuro di te. Uno sguardo che ti dà la sensazione
che Cristo
conosce tutto di te e che nulla gli rimane oscuro o nascosto.
La
contemplazione del volto di Cristo, sofferente sotto i colpi della
flagellazione,
o schiacciato sotto il peso della croce, fa pensare a quanto Cristo ha
dato per
te e per la tua vita.
La
contemplazione di questo volto, con spontaneità ti porta a
pensare ai molti
volti che in Lui si riflettono. Volti di uomini semplici, uomini
importanti,
uomini della strada, ma che in un modo o nell’altro hanno un riflesso
di quel
volto che rappresenta tutta l’umanità.