Giovani Famiglia Marista

CONTEMPLANDO IL VOLTO DI CRISTO

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Giovedì sera nella Comunità di Accoglienza e Formazione abbiamo avuto il consueto incontro con gli universitari per un momento di riflessione comune. E’ stato un momento un po’ particolare, in quanto più che le parole abbiamo avuto modo di lasciar parlare il volto di Cristo. Un Power Point, preparato da Mario, ci ha fornito le immagini per fissare il nostro sguardo sul volto di Cristo, rileggere in Lui la nostra storia, i nostri sentimenti, la nostra intera vita. In questo cammino abbiamo potuto scoprire e contemplare  quei sentimenti con cui Cristo ci ha amati. Abbiamo potuto riscoprire attraverso le varie espressioni di quel volto che cosa l’Uomo Dio ha sentito e sente per l’uomo. E’ stato un riscoprire il sentimento di misericordia, propria di Dio, che ama la sua creatura e per la quale è disposto a fare di tutto. Abbiamo riscoperto la potenza del Creatore e la severità del Giudice, ma allo stesso tempo abbiamo rivissuto la bontà che ci rivela attraverso la sofferenza della passione e della morte sostenuta per l’uomo. In queste immagini rimane soprattutto impresso lo sguardo che Cristo, dall’iconografia orientale, dalla rappresentazioneTommaso medioevale o dall’immagine rinascimentale, ti rivolge. Questo sguardo sembra come una spada che ti penetra, ti entra dentro e non lascia nessun punto oscuro di te. Uno sguardo che ti dà la sensazione che Cristo conosce tutto di te e che nulla gli rimane oscuro o nascosto.
La contemplazione del volto di Cristo, sofferente sotto i colpi della flagellazione, o schiacciato sotto il peso della croce, fa pensare a quanto Cristo ha dato per te e per la tua vita.
La contemplazione di questo volto, con spontaneità ti porta a pensare ai molti volti che in Lui si riflettono. Volti di uomini semplici, uomini importanti, uomini della strada, ma che in un modo o nell’altro hanno un riflesso di quel volto che rappresenta tutta l’umanità.
Sono  volti di gente di tutti i giorni che deve lottare duramente con la vita e le difficoltà che essa presenta. Vi è rappresentato anche il volto debole e fragile dell’uomo che non sa resistere e che urla dal profondo del suo animo la sua impotenza. Trova anche posto il volto dell’uomo che di fronte a Cristo, come Tommaso, esprime il suo dubbio e mette il dito nella piaga di Cristo, per confermare sempre più la sua fede.
Spegnendo il proiettore quello che sicuramente ti e ci è rimasto, è la fiducia che ispira il volto di Cristo comunque contemplato e dovunque riconosciuto.
P.Pierino Ionta
  
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