Eucaristia 
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Dopo la recita del Vespro in Cappella c’è stata al cena di chiusura dell’anno in un clima molto fraterno. C’è stato un breve “brainstorming”, parole in libertà, per testimoniare con una condivisione le impressioni, gli stati d’animo vissuti nell’anno trascorso insieme e con nuovi amici.

Padre Luigi : due eventi hanno segnato quest’anno. Il primo è stato il ricordo dei papà di due nostre amiche, che sono venuti a mancare prima dell’inizioGruppo Amici in Preghiera degli incontri annuali. Questo ricordo nell’Eucaristia è stato il filo conduttore di tutti gli incontri che si sono succeduti. L’altro evento è stata la morte del Santo Padre.
La frequentazione è stata eccezionale; peccato per Carlo che è dovuto mancare per motivi di lavoro.
Antonietta, che è stata assente per motivi di salute, ha detto che in questo gruppo trova la forza di andare avanti. Sono quindi molto contento del gruppo perché è stata importante l’accoglienza che ha profuso a tutti, anche a chi ha potuto partecipare con poca assiduità.

Carlo
: il nostro è un gruppo eterogeneo ma aperto. Anche chi viene una volta, riesce a far parte del gruppo. Altro punto di cui vorrei parlare è il fatto che in questi ultimi anni si è creato un clima nuovo e importante: ci incontriamo una volta al mese, ma nonostante questo, chi viene alla Comunità di Accoglienza e Formazione dei Padri Maristi di Via Cernaia trova sempre una porta aperta ed anche amici in grado di starti ad ascoltare. Siamo tutti impegnatissimi, il lavoro, la casa, ma qui si ha sempre un punto di riferimento da utilizzare quando se ne ha bisogno. Padre Luigi mi ha raccontato di un ragazzo che è stato qui per più di quattro ore a parlare dei suoi problemi; qui c’è sempre chi ti ascolta. Anche in altre parrocchie c’è accoglienza, ma qui l’atmosfera è particolare. Anche la cena di questa sera è simbolo della cura e dell’importanza e della forza di questo gruppo. Ci tengo quindi, nonostante il poco tempo, a far parte di esso. 

Antonella : sono due anni che vengo qui. Mi sentivo persa prima e questo gruppo mi ha dato molta forza anche se già frequento la Comunità di Sant’Egidio. Questo gruppo lo sento molto importante, capace di darti forza quando ti senti un po’ persa. Ti senti accolta come in famiglia, senza pregiudizi né costrizioni. Volevo ringraziare i Padri Maristi che hanno creato quest’oasi per l’accoglienza.

Daniele : quest’anno si è dato maggior rilievo alla Celebrazione Eucaristica, al rapporto con il Signore. Uno degli avvenimenti che mi ha colpito è stata la morte del Papa. Mi ha fatto riflettere la visione di tanta gente che pregava per il Papa. Mi ricorderò sempre di questo evento.

Emiliano : è un gruppo che mi fa piacere ritrovare, sia per incontrare i vecchi amici che conoscerne di nuovi. Dall’esperienza di ciascuno si riesce a “rubare” sempre qualcosa che ti arricchisce. E’ un arricchimento continuo. Il mio ringraziamento maggiore va a chi è presente più spesso

Maria : questo per me è stato un anno record. Devo ringraziare il Signore che mi ha fatto essere presente in tutti gli incontri. Nel gruppo trovo tutto quello che mi piace: dalla musica all’Eucaristia, alla preghiera, alla cena. 

Salvatore : frequento i Padri Maristi da 50 anni. Nell’ambiente della Chiesa del Rosario ho cresciuto i ragazzi seguendoli dai 12 anni ai 26. Ho “girato” 7 Parrocchie, ma in questo gruppo di “Amici in Preghiera” ci vengo volentieri.

Gruppo Amici in preghieraAnnarita : io e il mio fidanzato, Fabrizio, siamo venuti poche volte a causa del lavoro. Stiamo facendo la preparazione al matrimonio con Padre Pierino. Volevo ringraziare per l’accoglienza. Il vivere l’omelia con tutti gli altri attraverso la condivisione, il fatto che ognuno possa esprimere ciò che ha provato nella Celebrazione Eucaristica è ed è stato per me una vera scoperta e profonda soddisfazione.

Fabrizio : io volevo ringraziare in particolare Padre Pierino per la preparazione al matrimonio e per l’occasione che ci ha dato di vivere e condividere con altri. Nei colloqui riesce a coniugare la tradizione con la modernità, ha sempre una risposta per ogni dubbio. Grazie a tutti e a Padre Luigi per l’accoglienza, perché non pensavo veramente di trovare braccia così aperte.

Daniela : abbiamo trovato una vera famiglia così come si era creata con Padre Lorenzo con cui abbiamo fatto la preparazione al matrimonio. Con Padre Pierino e Padre Luigi si sta bene, riescono a farci sentire bene, noi giovani. Anche noi percepiamo questo gruppo come una famiglia. Nonostante tutto ci siamo visti abbastanza e trovati bene anche a tavola con la meravigliosa cucina di Padre Luigi.

Luciano : condivido la maggior parte delle riflessioni fatte fino ad ora. Anche se non è facile conciliare la vita con queste esperienze è bello che tutti facciano di tutto per esserci. Sono soddisfatto.

Roberta : per mia scelta personale ho dovuto fare un altro percorso. Ma questa casa è sempre stata aperta per me e mi fa sempre piacere venire qui e rincontrare tutte le persone che ne fanno parte. E’ bello che si riesca anche a conciliare la vita privata. Volevo ringraziare, in particolare, Padre Pierino e Padre Luigi.

Titti : una cosa che mi ha colpito è stato lo spirito di accoglienza. E’ bello che anche chi frequenta da poco il gruppo, ne percepisce lo spirito di accoglienza. E’ bello che chi si accosta così per caso al gruppo, possa provare ciò che gli altri percepiscono.

Tiziana : il senso di accoglienza, lo spirito marista, Maria che come una mamma ci accoglie, è lo spirito che Padre Luigi e Padre Pierino hanno bene accolto e portato avanti in questa Comunità. Sono 15 anni che provo queste sensazioni e ogni anno sono felice di esserci.

Padre Pierino : vorrei fare una riflessione sulla nostra Comunità e sulla casa dove ci troviamo. La Comunità ha una doppia funzione: la Formazione e l’Accoglienza. In un primo momento si metteva, nonostante tutto, più in risalto il fattore formazione. Ma poi abbiamo voluto dare più importanza al fattore Accoglienza e allora anche il nome della casa ha stravolto un po’ la primitiva dicitura: il nome è diventato Accoglienza e Formazione. Abbiamo voluto che la nostra casa fosse aperta a tutti, aperta all’accoglienza. Chiunque arriva in essa deve trovare una casa aperta all’accoglienza, deve trovare sempre una persona che ascolti e che dedichi il suo tempo all’altro che arriva. Spero che siamo riusciti a mettere in pratica questo e speriamo anche di poter continuare.

La formazione è stata portata avanti in questo clima di accoglienza e di servizio agli altri. Aspetto questo molto importante per la Vita Religiosa di domani, che ogni formando e ogni religioso deve sempre tener presente. La formazione in questa prospettiva ha avuto qualche problema, ma siamo andati avanti nel nostro cammino. Anche se il cammino formativo per diversi motivi si è fermato per ora, speriamo che non si fermi mai l’aspetto accoglienza.

Qui c’è sempre gente ed è per noi motivo di soddisfazione per il servizio che siamo chiamati a prestare.

Un’altra considerazione che vorrei fare è questa. Nell’accoglienza non è importante quanto sia grande il gruppo dei presenti. Importante è che ci sia sempre qualcuno che voglia essere accolto. Infatti “il pozzo da cui attingere” deve essere sempre pieno d’acqua e disponibile a dare a chi ha voglia di attingere, indipendentemente dal gruppo. L’importante è che ci sia sempre acqua e che non si chiuda mai la porta a chi vuole entrare e attingere da questo pozzo.

Spero che la Celebrazione dell’Eucaristia si possa continuare perché è una vera ricchezza mettere in comune la Parola di Dio e la mensa Eucaristica.
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