Ascoltando la Parola di Dio spesso mi
capita di pensare a quanto ho vissuto e a quanto sto vivendo. Questo
è uno di quei momenti in cui ciò che stavo facendo passa
in secondo piano e i miei pensieri si riempiono di un passo sentito
alcuni giorni fa. Un pensiero si è fissato nella mia mente e non
se ne vuole andare:
“Detto questo
sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il
fango sugli occhi del cieco e gli disse: -Và a lavarti nella
piscina di Siloè(che significa inviato)-. Quegli andò, si
lavò e tornò che ci vedeva”…

In questo momento la
mia vita mi scorre nella testa come un film e la
domanda bussa con insistenza alle porte del mio cuore e della mia
anima…con forza, senza tregua: “ma io ci vedo?…io voglio vederci?…o
preferisco essere cieco?…quante volte non vedo il mio amico, il mio
vicino, il mio fratello...che soffre, che si dispera, che
angosciosamente cerca aiuto?”
Sono talmente cieco che spesso non solo non aiuto il mio fratello che
soffre, ma addirittura nemmeno mi rendo conto della sua sofferenza, del
suo malessere, della sua disperazione…quante volte, anzi spesso non
vedo
o non voglio vedere il mio vicino malato, l’anziano solo, il giovane
che affoga la sua paura di vivere in una sniffata di coca?…Sono
così pieno di questa soffice superficialità che
l’assordante silenzio di questo giovane, il suo disperato bisogno
d’aiuto non riesce a giungere al mio orecchio assordato da troppo
egoismo…
E tu?...Signore…tu cosa fai per guarirmi?…
No…non mi proponi nessuna operazione di chirurgia estetica…non mi
proponi di chiudermi nel tranquillo e accogliente tepore delle nostre
ricche case…nel silenzio dei nostri bei templi…
Tu sputi su quel fango e me lo spalmi in faccia…e io ho una sensazione
quasi di rigetto, di schifo…quante volte nella mia vita mi sono
schifato di un tossico, di un mendicante…quante volte ho con gentile
rifiuto cercato di allontanarmi da un malato o un anziano solo?…
E tu?…tu mi sporchi la faccia di fango…più chiaro non potevi
essere…non potrò mai vederci restando al balcone…per vederci
devo sporcarmi…sporcarmi la faccia…le mani….anzi di più devo
immergermi nel fango della disperazione umana…solo in quel momento i
miei occhi potranno vedere e il mio cuore potrà capire…e tu mi
dirai…ora vai, vai a lavarti e vedrai…ti mando a Siloè (ti
invio)…da tuo fratello…da ogni tuo fratello…
Signore non ce la faccio…è troppo impegnativo…ancora troppo
spesso, quando vedo un fratello che disperatamente urla al cielo il suo
silenzioso grido d’aiuto, mi rivolgo a te dicendo:
“Rabbì, chi ha peccato, lui o
i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”
Tu Signore, quando ti rivolgo questa domanda non darmi
retta…perdonami…ricordami che il cieco sono io…e ti prego…sputa…sputa
su quel fango e poi buttami dentro…solo così potrò
vederci…potrò capire…potrò rimettermi in cammino…verso
Siloè…