Amici di Santiago

SPUTAMI IN FACCIA SIGNORE


Ascoltando la Parola di Dio spesso mi capita di pensare a quanto ho vissuto e a quanto sto vivendo. Questo è uno di quei momenti in cui ciò che stavo facendo passa in secondo piano e i miei pensieri si riempiono di un passo sentito alcuni giorni fa. Un pensiero si è fissato nella mia mente e non se ne vuole andare: “Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: -Và a lavarti nella piscina di Siloè(che significa inviato)-. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”…
Nicola DanesiIn questo momento la mia vita mi scorre nella testa come un film e la domanda bussa con insistenza alle porte del mio cuore e della mia anima…con forza, senza tregua: “ma io ci vedo?…io voglio vederci?…o preferisco essere cieco?…quante volte non vedo il mio amico, il mio vicino, il mio fratello...che soffre, che si dispera, che angosciosamente cerca aiuto?”
Sono talmente cieco che spesso non solo non aiuto il mio fratello che soffre, ma addirittura nemmeno mi rendo conto della sua sofferenza, del suo malessere, della sua disperazione…quante volte, anzi spesso non vedo o non voglio vedere il mio vicino malato, l’anziano solo, il giovane che affoga la sua paura di vivere in una sniffata di coca?…Sono così pieno di questa soffice superficialità che l’assordante silenzio di questo giovane, il suo disperato bisogno d’aiuto non riesce a giungere al mio orecchio assordato da troppo egoismo…
E tu?...Signore…tu cosa fai per guarirmi?…
No…non mi proponi nessuna operazione di chirurgia estetica…non mi proponi di chiudermi nel tranquillo e accogliente tepore delle nostre ricche case…nel silenzio dei nostri bei templi…
Tu sputi su quel fango e me lo spalmi in faccia…e io ho una sensazione quasi di rigetto, di schifo…quante volte nella mia vita mi sono schifato di un tossico, di un mendicante…quante volte ho con gentile rifiuto cercato di allontanarmi da un malato o un anziano solo?…
E tu?…tu mi sporchi la faccia di fango…più chiaro non potevi essere…non potrò mai vederci restando al balcone…per vederci devo sporcarmi…sporcarmi la faccia…le mani….anzi di più devo immergermi nel fango della disperazione umana…solo in quel momento i miei occhi potranno vedere e il mio cuore potrà capire…e tu mi dirai…ora vai, vai a lavarti e vedrai…ti mando a Siloè (ti invio)…da tuo fratello…da ogni tuo fratello…
Signore non ce la faccio…è troppo impegnativo…ancora troppo spesso, quando vedo un fratello che disperatamente urla al cielo il suo silenzioso grido d’aiuto, mi rivolgo a te dicendo: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”
Tu Signore, quando ti rivolgo questa domanda non darmi retta…perdonami…ricordami che il cieco sono io…e ti prego…sputa…sputa su quel fango e poi buttami dentro…solo così potrò vederci…potrò capire…potrò rimettermi in cammino…verso Siloè…

Nicola Danesi

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