Amici di Santiago

RIVIVENDO EMOZIONI ED INCONTRI IMPORTANTI,
VISSUTI NEL CAMMINO DI SANTIAGO


Santiago de Compostela per me ha avuto, sin dalla mia adolescenza, sempre un fascino irresistibile. Sarà forse per il nome, quel Campus Stellae evocatore, per me, di magiche notti stellate, di bagliori notturni, di giochi di luce misteriosi; o forse per la posizione del luogo, così lontano da diventare quasi “mitico”, proprio ai confini del continente, dove la terra si tuffa nel mare impedendo di andare più in là; o, forse, per l’attrazione che sempre ha esercitato su di me il Medioevo, ed in particolare il pellegrinaggio medievale, quell’esperienza di vita unica, irripetibile, dove la meta si confonde con il cammino, anzi è il cammino stesso, fatto dei suoi incontri casuali che subito diventano amicizie, delle sue fatiche affrontate con serenità, dei suoi imprevisti e delle sue sorprese.
In ogni caso, da molti anni ormai avvertivo la necessità, il desiderio di mettermi in cammino verso Santiago e quando Andrea un giorno mi disse che stava organizzando l’avventura e che aveva trovato altri due amici con i quali andare, fui felicissimo.
Infine fummo in cinque a partire: alcuni di noi si conoscevano appena, ma bastarono pochi giorni per creare un forte legame di amicizia e simpatia.
Giancarlo e SaraA piedi facemmo gli ultimi 230 km. in 10 giorni, camminando circa 6 - 7 ore al giorno percorrendo 20 - 25 km., ma la fatica per me non fu mai troppa. Cose e situazioni che, in un giorno normale, mi sarebbero pesati tanto (come svegliarmi alle 5 o alle 6 ogni mattina, camminare per ore con 10 kg. sulle spalle, magari sotto il sole caldissimo, dormire per terra, ecc.) in quei giorni mi apparivano facilmente sopportabili, erano parte integrante del cammino, anzi erano molto di più, erano i presupposti indispensabili per realizzare l’avventura. Insomma, a Santiago è bello arrivare dopo giorni di cammino e di fatica, perché la meta la si costruisce giorno dopo giorno, passo dopo passo, pietra dopo pietra, dividendo e condividendo bisogni, sensazioni, emozioni con chi ti sta accanto in quel momento, sia che sia il tuo più caro amico o una persona che cammina con te per cento metri e poi non rivedrai mai più.
Dal punto di vista strettamente personale, per me i dieci giorni di cammino verso Santiago furono un’esperienza unica, irripetibile. Basterebbero a renderla unica le sensazioni che provavo chiudendo gli occhi e respirando i profumi dei campi assolati di Castiglia, l’emozione di accorgermi di essere immerso nella natura e finalmente di farne parte davvero, la serenità di sentirmi in sintonia con il respiro di Dio, la scoperta di trovarmi finalmente in cammino e, soprattutto, la gioia di sapere dove e perché andare. In più, come se non bastasse tutto ciò, a Santiago incontrai anche la persona che ancora è al mio fianco. Segno del destino? Abbandònati al Signore ed Egli ti manderà chi avrà cura di te.
Giancarlo Morettini

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