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    SULLA STRADA PER COLONIA
    L'incontro: "Resta la stella da seguire per non dimenticare la meta"
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Perché una meta c’è, anche se ognuno ha la sua (o crede di averla).


ACCENSIONE: “Gli era morto il figlio di tre anni: non è morto invano”

Lungo il viaggio, stavo pensando dentro di me il discorso da fare a mio fratello. Gli era morto il figlio di tre anni e mezzo poche ore prima per un sarcoma maligno. L’avevano operato due volte, ma non c’era stato nulla da fare.
Mi sentivo impacciato: io prete non sapevo come dire quelle poche parole che mi erano venute in mente. Appena entrato in casa sono stato colpito dalla luce e dal candore che c’era… Il piccolo Claudio era in mezzo a centinaia di fiori bianchi, un volto sereno di chi vive già un’altra realtà, quella della resurrezione. Mio fratello era lì. Come si accorse di me, mi disse subito: “Non dirmi niente. Non ho diritto di lamentarmi di quel che è successo. Anche il Signore ha accettato che Cristo morisse, senza lamentarsi ed era un innocente, proprio come lui. Credo che non sia morto invano: sarebbe un Dio assurdo, stupido”.

Don Vittorio

Hai mai visto sconvolti i tuoi progetti? Che cosa vuole dire in questa situazione seguire la stella? Che cosa vuole dire avere fede? (ognuno riflette in silenzio)


voci:
Monica, 19 anni

“Il sogno di oggi sarà la realtà di domani…”
A volte una frase letta in un libro bellissimo

può davvero rimanere l’ultimo scoglio
al quale aggrapparsi in certi momenti difficili
di una vita da adolescenti della cosiddetta
“generazione X”. Beh io non mi sento per nulla “X”.

Il mio mondo interiore è strapieno di fantasia,
colori, libri, musica, esperienze…

e tante altre cose stupende. Il fatto è che non voglio
una vita del tipo studiare per poi sposarsi,

avere dei figli e lavorare e così via.
Mi sembra tutto troppo ovvio, scontato.

Quando mi chiedono:
 “Cosa vuoi tu dalla vita?”, non posso
rispondere perché già la domanda è
posta in modo errato:
io non voglio dalla vita, ma
voglio da me stessa per poi dare agli altri e alla vita.

E voglio tenere duro, studiare per migliorarmi, sopportare delusioni

se è necessario ma alla fine realizzare il mio sogno:

non essere una meteora ma una stella fissa,

non cadere o meglio rialzarmi e tirare dritto per la mia strada,

che può essere una sola, come le strade di tutti gli uomini del mondo.




prendi e mangia:Dal libro di Ezechiele 3,3

“Mi disse: «Figlio dell’uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo libro, poi va’ e parla al tuo popolo»”.

Parola di Dio

La stella e la meta...” “…che non è sempre quella che si crede di avere


È successo a Saulo detto Paolo


“Dagli
Atti degli Apostoli 22,3-11

“«Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti. Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco»”.

Parola di Dio

domandE COPIATE

Quante volte la vita ci spiazza. Se diciamo “caso” o “destino” non siamo cristiani. “Caso” e “destino” sono i nomi demitizzati di due mostruose divinità antiche, Caos e Fato.
Di fronte a qualsiasi cambiamento di programma, limitiamoci a riproporre a noi stessi le due domande di Paolo che segneranno, dall’incontro sulla via di Damasco, la sua vita:

E' SUCCESSO ANCHE A: “Kirk Kilgour (1947-2002)”

Vincere le olimpiadi, vincere lo scudetto e poi rompersi la spina dorsale.
Non muovere più nè le braccia nè le gambe.

Molti direbbero che sarebbe meglio morire. Non lui. Anzi.

Quanto segue l’ha detto in pubblico per l’ultima volta nel
2000,
al giubileo per i disabili, davanti al Santo Padre, Giovanni Paolo II.
Kirk Kilgour
Spezzato
“Ti avevo chiesto, Signore,
la forza per avere successo.
Tu mi hai reso debole,
perché imparassi a confidare in te.


Ti avevo chiesto la salute
per fare grandi cose.

Mi hai dato l’infermità
per comprendere meglio.


Ti avevo chiesto la ricchezza
per possedere tutto.
Mi hai dato la povertà
per accorgermi che ho bisogno di te.


Ti avevo chiesto il potere
perché gli uomini

avessero bisogno di me.
Mi hai dato l’umiliazione,

perché io avessi bisogno di loro.


Ti ho chiesto tante cose
per godere la vita.

Mi hai dato la vita
perché mi rallegrassi di ogni cosa.

Non ho avuto niente
di quello che ti avevo chiesto.

Mi hai dato tutto ciò
di cui avevo veramente bisogno.
E quasi contro la mia volontà.
Non hai esaudito, Signore,

le mie richieste,
perché non sapevo
quello che stavo dicendo.
Sei stato fedele alle tue promesse
di dare “cose buone”

a quelli che ti pregano.
Soltanto tu le conoscevi.
Le preghiere che non feci
furono esaudite.

Sii lodato, o mio Signore!
Fra tutti gli uomini nessuno possiede
più di quello che ho io”.

PROVACI

Chi sei Signore e che cosa devo fare? Questo impegno è per tutte le sere, da qui in avanti. Forse lo fai già, si chiama: ESAME DI COSCIENZA. Non salutare il giorno che muore senza esserti chiesto prima di addormentarti: Quando Dio mi ha parlato oggi? Cosa mi ha chiesto? Cosa mi ha rivelato di Lui e in che modo?




preghiera: Dietrich Bonhoeffer
Al cominciar del giorno,
Dio, ti chiamo.

Aiutami a pregare
e a raccogliere i miei

pensieri su di te;
da solo non sono capace.

C’è buio in me,
in te invece c’è luce;

sono solo ma tu
non mi abbandoni;

non ho coraggio
ma tu mi sei d’aiuto;

sono inquieto,
ma in te c’è la pace;

c’è amarezza in me,
in te pazienza;

non capisco le tue vie,
ma tu sai qual è

la mia strada…


Dietrich Bonhoeffer


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