Testimoni
dell’invisibile,
indimostrabile ma non indistinguibile o impalpabile!
Come una goccia d’acqua che
lentamente sgorga da una fonte ma che sa tramutarsi in irresistibile
tempesta…
così, riconoscibile se si ascolta con il cuore carico di
speranza… Musica soave
e incessante che si impadronisce di coloro pronti a danzare… Quando
sembra che
il suo profumo diventi impercepibile (lutti, drammi, calamità)
è lì che si
sente più chiaro che mai… e quando si nota che nel proprio
viaggiare non ci
sono le Sue orme a fianco alle proprie è perché sta
portando in braccio anime
insicure e fragili… le nostre.

Colorato di innumerevoli
sfumature, come le bandiere delle nazioni del mondo che sventolavano
fiere e
gioiose per testimoniare l’adorazione anche della più piccola
comunità della
terra; o semplice e incredibile luce abbagliante, unica tinta di colori
di
migliaia, migliaia e migliaia di fedeli che si sono prostrati davanti
all’indispensabilità di Dio. Plateale come l’energia sprigionata
dal suo Amore
in credenti che hanno inneggiato il suo nome e quello dei suoi Apostoli
che
guidano animi di zucchero con vigore e carezze. Sottile come l’aiuto di
coloro
che non coinvolti direttamente nella festa globale dei giovani si sono
prodigati per restituire sollievo a sbadati pellegrini smarriti tra
sensazioni
ed emozioni.
Tante occasioni per far vibrare
la propria indole, etnie coinvolte in festose preghiere folkloristiche,
abbracci sinceri di amici sinceri, silenzi forti come abbracci, atti
discoli di
spiriti giovani e bisognosi d’affetto, rimproveri di premura, equivoci
e
contrattempi che turbavano e rafforzavano, la veglia, la magnifica
omelia di
Papa Benedetto XVI che prescindendo da pomposa retorica ha trasmesso
adrenalina
di fede, ancora baci e coccole conditi da lacrime e felicità
dato che ci si era
resi conto che non si è soli ad adorarlo.
Ora la paura di non riuscire a
ricordare, a riprovare, a sacrificarsi, ad amare incondizionatamente, a
glorificare il sacrificio…
Il timore che le persone, anzi le
Persone di cui si ha bisogno come Dio, si siano sentite trascurate per
l’immersione totale che ciascuno ha fatto, sperando dunque che momenti
intensi
non creino vuoti inattesi…
Ma queste ansie appartengono alla
natura dell’uomo… il Signore va oltre… Egli ha scritto per le nostre
esistenze
una fiaba di confronti, sofferenze, piacere e sorrisi… Ha donato a
poveri
viandanti il potere di scegliere e vivere… tutto è a
disposizione dell’uomo…
Tra
dubbi e incertezze, comunque, si legge nitida per lui una sola
parola: Grazie.