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Famiglia
Marista
RIFLESSIONE
"SEGUENDO
PIETRO PER SEGUIRE CRISTO"
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INTRODUZIONE
Certamente la figura di Pietro
suscita simpatia per il fatto che è un personaggio molto vicino
a ciascuno di
noi per i suoi entusiasmi, per i suoi slanci apostolici, ma anche per
le sue debolezze
e le sue deficienze. Pietro è un insieme di buono, di
entusiasmante, di
cattivo, di debole e possiamo dirlo di codardo e pauroso.
Per questo che ci
attira, ce lo sentiamo vicino in ogni
manifestazione
della nostra vita.
In questo pellegrinaggio, sulle
orme di Pietro, lo poniamo davanti a noi per poterlo seguire, non tanto
in un
cammino materiale, ma in quel percorso
di vita che Lui ha fatto, in modo che ci sia di guida e di esempio per
il
nostro camminare quotidiano verso il Cristo.
Ma allora quale è il vero
significato del mettersi sulle orme di Pietro?
Più che altro seguire, rivivere quegli
atteggiamenti di
fondo che lui ha assunto davanti al Cristo.
Andare sulle orme di Pietro è un
conoscere l’uomo Simone, l’Apostolo Pietro,
e rivivere il tutto in noi, nella nostra vita.
Mettersi in pellegrinaggio sulle orme di Pietro è
come ricevere una
udienza speciale da parte di questo Apostolo e quindi ascoltare le sue
parole,
i suoi esempi di vita.
“Non
abbiate paura… Lasciate che Cristo parli all’uomo. Lui solo ha
parole di vita, sì, di vita eterna”. E’ l’esortazione ricorrente
del Papa
Giovanni Paolo II, ma che oggi si potrebbe rivolgere a ciascuno di noi
completandola. “Lasciate parlare anche Pietro, Vicario di Cristo, che
vi porta
alla fonte della vita eterna, Cristo Gesù”.
Allora sorge la
domanda: Ma chi è questo Pietro? E
che incidenza può avere nella mia vita?
A. UOMO PIENO DI SLANCI
E’ la prima
caratteristica che notiamo nella personalità di Pietro. Un uomo
che di fronte
al suo ideale trovato, non esita ad esprimersi.
- Tu sei il
Cristo, il Figlio di Dio
Mt, 16, 14-16 Risposero: “Alcuni
Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o
qualcuno dei profeti”.
Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”.
Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il
Figlio del Dio vivente”.
E’ la
confessione entusiasta di Pietro a nome degli altri Apostoli.
La esprime a
voce piena, senza sottintesi o velature.
- Mt. 14,
28 Ma subito Gesù parlò loro:
“Coraggio, sono io, non abbiate paura”.
Pietro gli disse: “Signore, se
sei tu, comanda che io venga da te sulle
acque.”
Non si rende
conto delle difficoltà, gli salta in mente una domanda e la
presenta al Signore
con tutto entusiasmo.
- Mt. 26,
33-35 E Pietro gli disse: “Anche se
tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai”.
E Pietro gli rispose: “Anche se dovessi
morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti gli
altri discepoli.
L’entusiasmo
lo porta a dimenticare tutto il suo interesse per la sua persona. Si
professa
disposto a tutto per il suo Maestro.
- Ha
trovato il suo ideale e non lo molla
Gv. 6, 68 Disse
allora Gesù ai
Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”.
Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi
andremo? Tu solo hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e
conosciuto
che tu sei il Santo di Dio.”
Notare
l’espressione di Pietro: Tu solo…
come
a dire tu solo puoi dare valore, senso alle nostre cose e alla nostra
vita.
- Nel suo
entusiasmo è uomo che sa rischiare: sguainò la spada
Gv. 18, 10-11 Allora Simon
Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo
del sommo
sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava
Malco.
Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la tua spada
nel fodero; non devo
forse bere il calice che il Padre mi ha dato?.”
E’ certamente
un gesto carico di amore e interesse per la persona di Gesù. Nel
momento non
scappa, ma per Gesù mette a repentaglio la propria vita. Egli
ama troppo il
Maestro per non sentirsi in qualche modo spinto a fare qualcosa per Lui.
- Uomo che
sa anche affidarsi: sulla tua parola getterò le reti
Lc. 5, 4-9 Quando ebbe finito di
parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e
calate le reti per la pesca”.
Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato
tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola
getterò le reti”.
E avendolo fatto, presero una quantità
enorme di pesci e le reti si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell'altra
barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due
le
barche al punto che quasi affondavano.
Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle
ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontanati da me che sono
un peccatore.”
C’è voluto
veramente coraggio per un uomo carico di esperienza, rimettersi al
parere di
uno che apparentemente era inesperto. Le fede, la fiducia nel Maestro
gli hanno
fatto oltrepassare la barriera delle apparenze umane.
B. L’UOMO DEL DUBBIO E DEL TRADIMENTO
E’ la seconda
componente della personalità di Pietro. All’entusiasmo e alla
fedeltà si
mescola la debolezza, la presunzione, il dubbio, fino ad arrivare al
tradimento.
Mt. 14, 30-31 Ma per la violenza del
vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare,
gridò: “Signore, salvami!”.
E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e
gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”.
La prova
l’aveva chiesta Lui, Pietro, ma poi ci ripensa, quasi a dire: “E…se…”
Non si fida
fino in fondo di Gesù. Ha paura, di quella paura che a volte
prende anche noi,
quando il Signore ci chiama a qualcosa di importante, ci chiama a
fidarci di
Lui.
- L’uomo che
non accetta la croce e si ribella
Mt. 16, 21-22 Da allora Gesù
cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare
a Gerusalemme e
soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli
scribi, e
venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.
Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a
protestare dicendo: “Dio
te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai”.
Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di
scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”.
Senza dubbio è
l’eccessivo amore che gli oscura il cammino della volontà di Dio
che a volte ci
chiede cose che sembrano fuori da ogni logica. Per amore non si accorge
di
voler portare fuori strada la persona amata. Gesù lo rimprovera,
con la stessa
forza con cui poco prima aveva lodato la sua fede e l’entusiasmo con il
quale
l’aveva professata. Il rimprovero è quasi una esortazione ad
ascoltare Dio sia
quando ci dice cose semplici, sia quando ci chiede cose più
difficili. La
Risurrezione e la Croce vengono da Lui e da Lui le accettiamo.
- L’uomo
stanco che abbandona il Maestro proprio nel momento più difficile
Mc.14, 37-38 Tornato indietro, li
trovò addormentati e disse a Pietro: “Simone,
dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola?
Vegliate e pregate per non entrare in
tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.
E’ il momento
in cui anche noi ci possiamo lasciar prendere dalla stanchezza della
vita,
delle circostanze, della difficoltà da affrontare. E come Pietro
possiamo adagiarci,
addormentarci e dimenticare la presenza di Cristo.
- L’uomo
del tradimento, che rinnega con la stessa convinzione con la quale
aveva
confessato il Cristo Figlio di Dio
Mt. 26, 69-70 Pietro intanto se ne stava
seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si
avvicinò e disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo!”.
Ed egli negò davanti a tutti: “Non capisco
che cosa tu voglia dire.”
Ha paura di
presentarsi come discepolo del Signore. Una paura profonda che lo
paralizza e
gli fa dimenticare tutto quello che aveva confessato e sperimentato
fino a quel
momento. Una serva qualsiasi aveva potuto più che la presenza
del Signore.
- L’uomo
che entra in contrasto con Paolo per una condotta non completamente
limpida
Galati 2, 11-13 “Ma quando
Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché
evidentemente
aveva torto.
Infatti, prima che giungessero alcuni da
parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro
venuta,
cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei
circoncisi.
E anche gli altri Giudei lo imitarono nella
simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella
loro ipocrisia.”
E’ la
debolezza del compromesso per non scontentare nessuno. Ma secondo Paolo
è anche
qualcosa che non accontenta nessuno e impedisce di vivere pienamente la
propria
fede.
C. L’UOMO CHE UNISCE LE DUE PERSONALITA’ E TROVA MODO
DI
FAR EMERGERE LA
PARTE MIGLIORE DI SE STESSO
Nonostante
tutto, Pietro fa emergere la parte migliore, che ne fa un Apostolo
infaticabile
a completo servizio del Regno per amore al Maestro. Come?
- Sa
riconoscere il suo difetto, la sua colpa e piange amaramente il mal
fatto
Mt. 26,
75 E Pietro si
ricordò delle parole dette da Gesù: “Prima che il gallo
canti, mi rinnegherai
tre volte”. E uscito all'aperto, pianse amaramente.
E’
l’atteggiamento che Dio si aspetta da ciascuno di noi. Non si
meraviglia della
colpa, frutto di debolezza, ma si aspetta che ciascuno di noi, come
Pietro, ci
presentiamo a Lui con lacrime e pentiti del peccato. Dio non ritira da
Pietro i
suoi privilegi e lo conferma come il Capo, il Pastore della Chiesa,
nonostante
la sua personalità contraddittoria.
- Riconosce
la sua presunzione e tradimento e si affida prudentemente al giudizio
di Cristo
Gv. 21,
17 “Tu sai che ti amo.”
Importante è quel “tu”. Non è più il giudizio di
Pietro, che spesso lo ha tradito, ma è quello di Gesù a
cui Pietro si affida.
- Egli arriva a
mettere a disposizione di Dio la sua vita fino morire per
il Regno
Gv. 13,
37 Pietro disse: “Signore, perché non posso
seguirti ora? Darò la mia vita
per te!.”
Gv. 21, 18-19 “In verità, in
verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la
veste da solo, e andavi
dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro
ti
cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi”.
Questo gli disse per indicare con quale
morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi.”
D.
L’UOMO ELETTO A REGGERE LA CHIESA, IL CORPO DI
CRISTO
E’ questo
l’uomo che Dio ha scelto a reggere, governare condurre la sua Chiesa. E’
l’uomo che umanamente parlando forse aveva meno possibilità, ma
Dio lo ha
scelto.
E’ quello che
forse la fede ci chiede ogni volta che assistiamo alla elezione del
successore
di Pietro. Accettarlo, non perché abbia delle doti particolari,
ma semplicemente
perché è stato scelto da Dio a condurre la sua Chiesa.
- Seguimi,
ti farò pescatore di uomini
Mt. 4, 18-19 Mentre camminava lungo il
mare di Galilea vide due fratelli, Simone,
chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare,
poiché
erano pescatori.
E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori
di uomini.”
Gv. 1, 42
Lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo
sguardo su di lui, disse: “Tu
sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire
Pietro).”
E’ lo
stesso
sguardo di Gesù che allo stesso tempo ti ama e ti sceglie per
una missione che
ti vuole affidare nella Chiesa. Non gli interessano i tuoi titoli,
né chi sei,
ma si aspetta solo la tua disponibilità come quella di Pietro e
suo fratello
Andrea.
- Tu sei Pietro
e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa
Mt. 16, 18-19 “E io ti dico: Tu sei
Pietro e su questa pietra edificherò la mia
chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e
tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli,
e tutto ciò che
scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli.”.
Non solo
Cristo lo chiama ad essere un costruttore del Regno, ma addirittura gli
affida
questo Regno. Su di lui sarà edificato, per cui ne diventa il
sostegno, il
punto di riconoscimento. Tutto ciò che non riposa in Pietro, che
si allontana
da Lui, non appartiene al Cristo e al suo Corpo che è la Chiesa.
Gv. 21, 15-17 Quand'ebbero
mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi
vuoi bene tu più
di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio
bene”. Gli
disse: “Pasci i miei agnelli”.
Gli disse di nuovo: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”.
Gli rispose:
“Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci
le mie pecorelle”.
Gli disse per la
terza volta: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”.
Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi
bene?, e
gli disse: “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli
rispose
Gesù: “Pasci le mie pecorelle.”
E’ il mandato
che Pietro riceve di curare il gregge del Signore. E’ anche il punto di
riferimento per sapere dove noi, gregge del Signore, dobbiamo saper
andare a
trovare ciò che serve alla nostra vita cristiana.
Le sirene che
cantano si possono far sentire da molte parti, ma la vera voce da
ascoltare è
una sola, quella di Cristo che ci giunge attraverso Pietro e i suoi
Successori.
E. PIETRO E LA NOSTRA VITA
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A
questo punto
ci possiamo domandare: “Ma che cosa
rappresenta Pietro per la mia vita?”
- E’ un punto
di riferimento
E’ Colui che
ci rappresenta Cristo. E’ faro di orientamento, sul quale dirigere la
barca
della nostra vita, certi che seguendolo arriveremo al porto sicuro
della vita
eterna.
Su di Lui
siamo chiamati a misurare il nostro cammino di fede.
E’ attraverso
i suoi successori che l’azione di Pietro continua anche oggi.
E’ attraverso
i suoi successori che l’opera di Cristo si rende presente ogni giorno
nella
nostra vita
- Esempio di
vita, del come dobbiamo e possiamo camminare
- Dio
non si spaventa dei nostri difetti,come non si
è spaventato di quelli di Pietro.
- Abbiamo solo bisogno, come Pietro, di ritornare
costantemente a
lui dopo ogni debolezza.
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CONCLUSIONE
Osservate quel
grande Apostolo che era Pietro, che
allora era la prefigurazione simbolica di noi; ora
è fiducioso, ora esitante, ora proclama immortale Cristo, ora ha
paura che muoia.
Ecco perché la
Chiesa di Cristo, ha fedeli saldi nella fede, ma ha pure dei fedeli
tentennanti, e non può essere senza quelli stabili nella fede,
né senza quelli
instabili.
Ecco perché
l'apostolo Paolo dice: Noi che siamo forti nella fede abbiamo il dovere
di
sopportare la fragilità di quelli che sono deboli nella fede. Per il fatto che Pietro proclamò: Tu sei il
Cristo, i1 Figlio del Dio vivente, simboleggia i forti nella fede; per
il fatto
invece che tentenna ed è esitante, non vuole che il Cristo
soffra, avendo paura
della morte e, non riconoscendo Cristo come la vita, raffigura i fedeli
della
Chiesa deboli nella fede. Era dunque necessario che in un solo
Apostolo,
cioè in Pietro, il primo e il più importante nella serie
degli Apostoli, nel
quale era rappresentata simbolicamente la Chiesa, fosse
anche rappresentato l'uno e l'altro genere di fedeli, cioè
quelli
forti e quelli deboli, poiché la Chiesa non può essere
senza gli uni e gli
altri.
P.Pierino Ionta