Dopo
giornate intense e ricche
d’emozioni, finalmente oggi riesco a scrivere!

Mi è stato
necessario, infatti,
del tempo prima di potermi “mettere a tavolino”e seriamente cominciare
a
pensare e riflettere su tutto quello che di bello mi è capitato.
Ho avuto, potrei
dire, quasi bisogno, di digerire, assimilare, fare completamente mie
quelle
splendide ore trascorse in compagnia di tanti amici di tante nazioni.
Il mio cammino verso Colonia è
cominciato l’anno scorso quando ho deciso di voler partecipare alla
GMG. La mia
decisione però in un primo momento era stata presa senza o con
poca coscienza
di quello che realmente significava questo evento. Fortunatamente
però con
l’andar del tempo ho cercato di entrare sempre di più in quello
che era lo
spirito giusto per questa occasione. Questa piccola trasformazione
è progredita
durante tutto l’anno, ma si è fatta più vivace in due
momenti della GMG
veramente significativi.
Il primo è stato durante la
giornata in cui abbiamo partecipato al pellegrinaggio dalla riva del
Reno fino
all’interno della Cattedrale. Giunti qui, ci siamo prostrati,
inginocchiati a
terra, abbiamo adorato il Signore.
In quel momento di raccoglimento
ho provato per la prima volta o quasi, sollievo nel pregare in Chiesa.
Questo
perché pregavo veramente, con il cuore, e non solo con le parole
e perché lo
facevo con fiducia, certa dell’ascolto del Signore.
In quell’ambiente tutto portava
alla riflessione e alla preghiera così che, anche con centinaia
di persone
all’interno,
la
Cattedrale
rimaneva in silenzio, sfilava solo una lunga processione tutta volta
verso la
cappella dei Magi, che ci siamo prefissi di seguire al fine di saper
meglio
contemplarlo e adorarlo.
Tuttavia il momento culminante di
questa sorprendente esperienza è stato durante la veglia nella
spianata di
Marienfeld, nella quale ho tentato di aprire completamente il mio cuore
al
Signore e di ascoltare ciò che Lui mi diceva.

Proprio in quel momento ho potuto
sentire un sollievo, ho smesso di piangere, e mi sono rivolta al
Signore come
nuova, perché ho sentito la sua presenza accanto a me. Ho
vissuto questi
momenti e i successivi quasi distaccandomi da tutte le altre migliaia
di
persone che mi erano intorno, concentrandomi esclusivamente sulle
parole del
nostro amato Papa, che ci ha parlato quasi con spirito paterno,
annunciandoci
che
“la rivoluzione vera consiste
unicamente nel volgersi senza riserve a Dio, che è la misura di
ciò che è
giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno”.
Per tutto questo, spero vivamente
di riuscire ad accogliere il messaggio del Signore e di portarlo tra i
miei
amici, parenti o conoscenti, che ancora non hanno mai assaporato la
gioia di
sentirsi vicini a Dio.
Ripenso di continuo a tutte
quelle che sono state le mie sensazioni durante questi giorni e mi
rendo conto
che non possono essere semplicemente classificate, come in un elenco di
libri
scolastici, dentro la mia mente, ma che “navigano” libere in me,
aspettando
solo il momento giusto per venire fuori e portare il messaggio ricevuto.
Infine penso che per tutti i
giovani sia, non solo importante ma fondamentale, vivere esperienze
affini a
questa. Ho notato infatti, durante il viaggio di ritorno, il dispiacere
con cui
tutti noi lasciavamo quella bella avventura, che per pochi giorni
è stata
condivisa da noi e ci ha uniti con altre migliaia di giovani, ma che,
cosa più
importante di tutti, spero ci abbia dato il coraggio per testimoniare
la Parola
di Dio.