“Ciao Massimo, sono
Luigi…”, fu così che, circa
quattro anni fa, cominciò per me una nuova avventura! All’altro
capo del
telefono una voce sorridente e cordiale mi invitava a prendere parte
agli incontri di un gruppo di giovani in via Cernaia a
Roma. La proposta di Padre Luigi Savoldelli fu da me subito accettata.
Avevo,
infatti, appena concluso un’esperienza analoga nella mia parrocchia,
S.Francesca Cabrini, e quella telefonata aveva il sapore di una
chiamata molto speciale.
Cominciai,
così, insieme con alcuni amici del vecchio gruppo e con altri
ragazzi molto più giovani di me, a partecipare alle riunioni del
giovedì sera
pieno di gioia ed al tempo stesso con il timore che tutto potesse aver
termine,
come era avvenuto per il gruppo precedente.
Oggi sono trascorsi da allora
diversi anni, ma gli incontri del giovedì continuano a
costituire un
appuntamento fisso. È l’occasione per riunirsi a pregare
insieme, ma è anche
l’occasione, una volta al mese, per condividere le proprie esperienze.
E
proprio le serate di condivisione sono state sempre per me motivo di
arricchimento personale e di comprensione dell’altro. Come dimenticare
la
commozione di
Massimiliano, la sensibilità di Luca, i
sorridenti ma profondi
interventi di Ottavia, la vivacità di Francesca, la tipica
accoglienza campana
di Titty e dei giovani di Giugliano, le argute precisazioni di Mario,
l’esperienza di Marco, le fugaci apparizioni di Walter, le perle di
saggezza di
Padre Pierino, l’esperienza missionaria di Padre Luigi,
l’insostituibile guida
di Fratel Marco?
Molte persone
si sono avvicendate nel corso del
tempo (alcuni dei vecchi amici non vengono più, altri sono
arrivati quest’anno
per la prima volta) ma il timore, che mi assaliva in passato, di un
gruppo destinato
a morire, oggi non ha più ragione di esistere.
Gli incontri
del giovedì sera mi hanno permesso di
capire ciò che non avevo compreso nella mia vecchia Parrocchia:
ad ogni
riunione è stato, è e sarà sempre presente
Gesù Cristo insostituibile amico.
E allora
ogni
serata trascorsa insieme in preghiera
ed in condivisione si concluderà sempre recando nel piccolo
bagaglio personale
una perla preziosa.
Ecco
perché Padre Luigi ha sempre aperto
indistintamente le porte del gruppo “Giovani Famiglia Marista”:
perché nessuno
potesse sentirsi escluso, perché nessuno potesse sentirsi
estraneo, ma perché
tutti, anche avendo partecipato ad un solo incontro, potessero uscire
con una
perla preziosa che li accompagnasse nella difficile vita quotidiana.