Dopo alcuni giorni di
permanenza
con P. Luigi Savoldelli e P. Pierino Ionta qui ad Anversa degli
Abruzzi, mi
sento di condividere queste poche riflessioni. Fin dal nostro arrivo,
lunedì
pomeriggio 13 giugno 2005, siamo stati accolti con grande calore da
Manuela, la
titolare dell’Azienda Bioagricola e da Fabio, animatore e guida del
nostro
gruppo.
Subito è stato chiaro il
funzionamento dell’Azienda che si muove allo stesso modo di una grande
famiglia
dove ogni componente collabora per ottenere il successo della famiglia
stessa,
che in questo caso, è l’azienda.
Così, appena arrivati, guidati da
Fabio, abbiamo visitato l’azienda; la sera stessa, c’è stata la
presentazione
del gruppo, con la partecipazione di Manuela, che ci ha brevemente
presentato
le varie attività che poi avremo svolto nei giorni seguenti.

Il giorno dopo ci
siamo svegliati
relativamente presto (troppo presto per noi, troppo tardi per P. Luigi)
e dopo
aver fatto colazione con i prodotti tipici del posto, siamo stati
introdotti da
Fabio, nella vita di campagna, una vita semplice, dove la moda, il modo
di
vestire, non viene cambiato in base al “tutti fanno così”, non
interessa loro
il giudizio degli altri, perché la loro vita è questa e
nessuno deve dire loro
come devono comportarsi.
Dopo questa breve introduzione a
questo tipo di vita che ormai in città non esiste più,
Fabio ci ha portato a
visitare prima il fienile e poi il luogo dove vengono tenuti gli
“equidi”, in
questo modo abbiamo conosciuto tutta l’allegra famiglia di asini che
convivono
con un pony e un cavallo, vecchia gloria di gare sportive.
Grazie a Roberta, una giovane che
collabora con Fabio, abbiamo imparato qualche cosa in più sulla
vita di questi
animali.
Quello che mi colpisce di più, in
tutta questa esperienza, è l’amore che ognuno dei componenti
dell’azienda
dedica al suo lavoro. Penso che questa sia la “formula” che serve per
il
raggiungimento di una felicità interiore, che si leggeva, per
esempio, oggi
negli occhi del pastore, che ci ha accompagnato in una avventura
fantastica,
alla guida del gregge. Nella sua semplicità, il pastore
osservava e guidava il
suo gregge e, nel silenzio, sapeva ascoltare ciò che le pecore
desideravano.
Così, imparando da questo
pastore, dovremmo imparare ad ascoltare di più.