Con l’incontro del 21 Aprile 2005 come gruppo di “Giovani
Famiglia Marista,” abbiamo terminato un cammino alla scoperta della
Persona di
Cristo. Mario ci ha condotto per questo cammino facendoci prima
guardare in
faccia il Cristo, attraverso le espressioni del suo volto, rivissute
nell’esperienza artistica e culturale degli anni passati. In questo
ultimo
passo che abbiamo vissuto in questa riscoperta, ci siamo concentrati
sulle
ultime vicende della sua vita terrena, quasi a domandarci se quel
volto, quella
persona aveva dato qualcosa di importante per la nostra vita.

Il film di Mel Gibson,
“The Passion,” ci
ha aiutato a
conoscere meglio fino a che punto
Cristo ci ha amato e fino a che punto ha sofferto per ciascuno di noi.
Con le sue scene realistiche e a volte crude, per non dire
crudeli, ci ha fatto uscire un po’ dalla idealizzazione della Passione
di
Cristo, che forse abbiamo sentito leggere e rileggere, ma che in fondo
non ci
aveva colpito più di tanto. La stessa esperienza del
Venerdì Santo, spesso è
rimasta a un livello di semplice compassione idealizzata, ma non
rivissuta
realmente.
La flagellazione, il crudo infierire dei Romani su un
essere ormai annientato, il cinismo e l’indifferenza dei Sommi
Sacerdoti, il
dolore di Maria e della Maddalena, che si acuiva ad ogni colpo di
flagello, la
sofferenza degli amici di Cristo al vederlo così maltrattato,
lui l’innocente e
il buono che andava in soccorso di tutti, ci hanno messo di fronte
all’amore di
Cristo per ciascuno di noi. Cristo non ha scherzato nell’amarci e si
è
sottomesso alle sofferenze più grandi per aiutare noi a
recuperare la vita
persa con il peccato.
Quel volto sofferente, insanguinato, lacerato dalle spine
di una supposta corona regale, certamente ci hanno emozionato e
coinvolto
profondamente.
Di fronte a questo Cristo, presentato senza mezzi termini
in tutta la crudeltà della sua passione, è presente tutta
l’umanità nei diversi
atteggiamenti che si possono prendere davanti a Cristo.
Ci sono le donne che lo incrociano nel cammino del
Calvario e piangono su di lui. C’è Maria e
la Maddalena, che
partecipano in modo profondo e sofferente a tutto quello che il Cristo
sopporta. C’è il dolore che si legge nelle facce amiche che
accompagnano il
Cristo passo dopo passo fino alla Croce.
Dall’altra parte ci sono gli atteggiamenti cinici,
indifferenti, impenetrabili ad ogni sentimento di compassione e di
rispetto per
una vicenda umana. Tutte queste situazioni sono presenti nella vicenda
della
Passione e che interrogano ogni umano che si avvicina al Cristo.
Ci interrogano per farci prendere coscienza da che parte
stiamo, con i cinici, gli indifferenti o con quelli che partecipano
alla vita
di Cristo, rispondendo al suo amore con una vita cristianamente
coerente.