Famiglia Marista

    "IN PARTENZA..."


Suor Grazia Anna MorelliSono in partenza per la Nuova Caledonia (Oceania). La lettura del discorso di Giovanni Paolo II in occasione della Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno è stato per me motivo di riflessione sul mio partire.
(…) E’ necessario rilanciare con coraggio la missione “ad gentes”, partendo dall’annuncio di Cristo, Redentore di ogni umana creatura(…)
(…) Quando si partecipa al Sacrificio eucaristico si percepisce più a fondo l’universalità della redenzione e, di conseguenza, l’urgenza della missione della Chiesa, il cui programma si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in Lui la vita trinitaria, e trasformare con Lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste.
(Giovanni Paolo II)
Come Suora Missionaria della Società di Maria (Marista, per usare il nome con cui siamo conosciute in diocesi) potrebbe sembrare scontata questa partenza. Noi diventiamo infatti missionarie con la Professione Religiosa, con il nostro pronunciare i voti. Eppure credo che ogni missionaria così come ogni cristiano debba fermarsi e riflettere ancora sul perché parte o riparte, sui sogni con i quali parte, sulle sue certezze, sui mezzi che vuole utilizzare. Il Papa a più riprese ce ne offre l’occasione in questo discorso in particolare, proprio per l’insistenza con la quale ci ripropone il punto di partenza della missione:
Parto per l’Oceania inviata dalla mia Congregazione e dalla Chiesa italiana. In questo mio andare mi sento in continuità con la missione di Gesù e con quella degli apostoli e di tutti quei discepoli che, in ogni luogo, annunciarono e annunciano Cristo e questi crocifisso. (1 Cor 2,2) La mia unica certezza in questo mio partire è l’amore che, in Cristo e questi crocifisso, Dio Padre ha per me e per ogni persona del mondo. Parto per questa certezza e perché altri la facciano propria.
Negli anni passati in Italia, per dono di Dio ho potuto approfondire la mia fede anche nei suoi contenuti e vorrei che tutti avessero questa opportunità, nel limite delle capacità e possibilità proprie a ciascuno. Anche per questo io parto.
Con quali sogni? Un unico sogno: che la missione di Gesù possa essere la missione della Chiesa della Nuova Caledonia e che la missione di quest’ultima possa essere sempre la missione di Gesù, negli obiettivi, nei contenuti e nei mezzi utilizzati: mi riferisco in particolare alla chiamata-impegno della Chiesa a vivere le opere di misericordia, chiamata che a volte diviene la scusa per assumere uno stile manageriale di presenza: certo la Chiesa deve dar da mangiare all’affamato e dar da bere all’assetato, ma senza necessariamente diventare, permettetemi l’espressione, il gestore di una ditta di ristorazione. Non è questo che il Vangelo ci chiede, questo non è continuare la missione di Gesù.
La mia preghiera è che la Vergine Maria mi guidi nelle vie dell’umiltà, della piccolezza, della povertà che furono quelle di Gesù dalla sua nascita alla sua morte, affinché la gente che incontrerò non veda, in me e nella Chiesa che rappresento, l’immagine dell’opulenza dell’Occidente ma la “ricchezza cristiana”. Questo per me è trasformare la storia con Gesù e con la sua potenza, che si rivela nella debolezza. (2 Cor 12,9)
Suor Grazia Anna Morelli

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