Che il Signore sia grande, questo
lo sappiamo, ma essere consapevoli di far parte di un progetto, di un
disegno,
è meraviglioso.
Dal 22 al 25 Aprile 2005 abbiamo
ricevuto tutti noi, giovani del cammino di discernimento, una grazia,
un dono
troppo grande. Già la possibilità di rivedersi (non tutti
purtroppo) è stato un
grande dono!
Cominciando da venerdì sera ha
avuto inizio il nostro pellegrinaggio sulle orme di Pietro.
Sabato mattina, abbiamo
proseguito il cammino, grazie anche a Mario, che con una straordinaria
semplicità ed un carisma, di cui ignoravamo l’esistenza, ci ha
riportato
indietro nel tempo visitando il più antico mosaico di Roma nella
Chiesa di
Santa Pudenziana e la Chiesa di S. Pietro in Vincoli, arricchendo il
nostro
spirito e la nostra cultura. Poi ci siamo messi tutti insieme in
cammino verso
S. Pietro, dove abbiamo visitato la Necropoli e la tomba dell’Apostolo.
Grazie
anche alla nostra straordinaria guida della Necropoli vaticana, che ci
ha fatto
sgattaiolare da un cancello, abbiamo ricevuto un altro dono. Infatti
con il

nostro gruppo abbiamo potuto visitare la tomba di Papa Giovanni Paolo
II,
riuscendo anche a fare una brevissima
preghiera, nonostante la tanta gente. Questo sì che è
stato per noi un grande
dono e Dio lo sa, perché
Lui sa cosa c’è nel nostro cuore.
Domenica all’alba dopo aver fatto
3 ore di fila per partecipare alla prima Messa del nuovo Papa, abbiamo
ricevuto
un altro dono speciale, quello di aver conosciuto, delle persone molto
simpatiche, durante l’attesa, che dopotutto non è stata tanta
dura grazie anche
a Michele Rega che abbiamo scoperto essere un grande comico. Con la sua
comicità ci ha regalato delle risate straordinarie. Comunque
dopo 3 ore di fila
siamo entrati in piazza S. Pietro e ci siamo anche seduti per
partecipare alla
Prima Messa celebrata da Papa Benedetto XVI. Questo è stato per
tutti noi il
dono più grande.
E’ stato meraviglioso, anzi no,
permettetemi una “crande cioia” (come direbbe Lui) ascoltarlo quando ha
ribadito che
la Chiesa
è giovane e che noi giovani siamo la speranza ed il futuro del
mondo. E’
immensa la lezione di umiltà che questo piccolo grande uomo ci
ha dato quando
ci ha chiesto di pregare per lui. Dio è grande, spesso i suoi
disegni e la sua
volontà sono a noi poveri peccatori incomprensibili, spesso
difficili o
impossibili da accettare perché ci dividiamo tra ragione e fede.
Ma la fede, è affidarsi
completamente, totalmente a Dio come ha fatto S. Pietro e come ci ha
ripetuto
Benedetto XVI. Essa richiede coraggio, tanto coraggio di cui non sempre
siamo
adeguatamente provvisti. Però, come Papa Karol ci ripeteva, se
aprissimo anzi
spalancassimo le porte del nostro cuore a Cristo, tutto sarebbe
più semplice,
non che Dio risolva i nostri problemi, ma Lui ci dà sempre la
forza di cui
abbiamo bisogno per risolverli. Non potrebbe essere diversamente
perché Lui ha
donato la vita di suo Figlio per la nostra salvezza.