È stata una festa
perché la
partenza è ciò che, penso, ci sia di più naturale
e normale per una suora
missionaria; e noi volevamo condividere con lei questa gioia.
È stato un momento di commozione
e un pò di tristezza perché cinque anni sono lunghi e la
Nuova
Caledonia
lontana (nonostante ci siano telefoni ed e-mail…).
È stato un incontro forte nella
preghiera perché questo è il modo migliore che abbiamo
per dire “grazie” e per
augurare “buon viaggio”.
Infine è stato anche un momento
di revisione (nella quale la nostra equipe ci ha esercitato in ogni
incontro
fatto insieme), perché abbiamo ricordato e ripercorso questi
anni trascorsi
insieme sfogliando il nostro “album di famiglia”.
Una parola che ha caratterizzato
questi due giorni è stata la parola “grazie”. Parola pronunciata
spesso nel
momento dei saluti, espressa nella preghiera, nella festa,
nell’affetto, nel
silenzio (quando le parole non servono più), ma soprattutto nel
ritrovarci
insieme come una famiglia: l’equipe della Famiglia Marista, la
comunità delle suore,
gli amici, noi
“teneri virgulti ormai (speriamo) resi forti”, Marta ed Enzo, i
genitori
di Grazia
Anna, che un po’ abbiamo sentito anche “nostri”.
Un
grazie rivolto al passato, ma anche verso il futuro perché
speriamo
di poter condividere insieme un altro pezzo di cammino.