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    SULLA STRADA PER COLONIA
"Siamo venuti per adorarlo (Mt. 2,2)"
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La XX Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia 2005

GMG 2005: “Perché Colonia?”

Dall'11 al 21 agosto 2005 il Papa invita i giovani di tutto il mondo per la XX Giornata Mondiale della Gioventù in Germania. Il motto dell'incontro è tratto dal Vangelo di Matteo:“Siamo venuti per adorarlo.”(Mt 2,2). In seguito alle Giornate d’incontro nelle diocesi tedesche (dall’11 al 15 agosto 2005) i giovani del mondo e i loro ospiti tedeschi si raduneranno a Colonia per le manifestazioni centrali. Il Papa stesso verrà a Colonia per questa festa della fede e con lui circa 800.000 giovani tra i 16 e 30 anni, 600 vescovi e 4.000 giornalisti di tutto il mondo L’organizzazione e la realizzazione locale sono affidate alla Weltjugendtag GmbH di Colonia.
“Impressionante... Indescrivibile... Bisogna per forza viverla!”
Sono questi i commenti di chi è già stato ad una Giornata Mondiale della Gioventù, il "grande evento" della Chiesa cattolica, in cui s’incontrano centinaia di migliaia di giovani. E la maggior parte ci ritorna. Ma che cosa ha di speciale?
Papa boysLa GMG è innanzitutto una festa di fede. È un evento straordinario, nel quale festa e fede si toccano. È il Papa che invita i giovani in un determinato luogo, per un evento internazionale. Si pensi che a Toronto nel 2002 sono venuti giovani da oltre 160 nazioni. Il loro obiettivo comune: conoscersi, scambiarsi esperienze e fare festa insieme al Papa.
It’s a celebration! La GMG è una festa. Ma anche molto di più...
Ridere, ballare, discutere e pregare insieme.
La Giornata Mondiale della Gioventù offre qualcosa ad ognuno: dalla preghiera silenziosa alle messe solenni ai grandi concerti o manifestazioni culturali. Tu non sei solo, con i tuoi pensieri e le tue domande. Il Papa invita tutti i giovani, disposti a dare importanza a ciò che gli si muove dentro.
Il grande evento di Colonia produce anche delle onde a livello federale. Già prima della Giornata Mondiale della Gioventù tutte le diocesi tedesche saranno ospiti con le Giornate d’incontro. Soltanto la diocesi di Essen (la parte occidentale della regione del Ruhr) aspetta 30mila partecipanti e la diocesi di Münster (regione del Niederrhein) prevede di ospitare 25mila giovani. Ricordiamo soltanto queste due diocesi come esempi (ma su Korazym.org abbiamo già fornito dati simili per le altre diocesi). Ovviamente, anche nelle diocesi - come a Colonia - si pregherà e canterà molto.

GMG 2005: "Culturale"

Costruire bassi e alti ponti tra uomini e continenti, superare confini e differenze linguistiche, presentare la Germania, paese ospite, con la sua varietà culturale… Il programma culturale della GMG 2005 ha molto da proporre. Vuole mostrare che i ponti tra i giovani ospiti da tutto il mondo e noi che li accogliamo in Germania possono essere abbattuti in diversi modi.
Al centro del programma culturale vi è il Paese ospitante e la sua gente con le sue caratteristiche regionali. Ognuno deve ricevere la possibilità di conoscere un pezzo di Germania attraverso la musica, esibizione e l’arte, per poter sperimentare anche spiritualmente come qui si celebra una festa della fede. Noti artisti internazionali, ma anche molti piccoli gruppi meno conosciuti si incontreranno nelle regioni di Colonia, Bonn e Duesseldorf. Presenteranno non solo sè stessi ma anche la loro patria con musica, canti e piece teatrali e in questo modo uniranno il paese ospite con il resto del mondo.
La ricchezza del Festival dei giovani sarà manifesta attraverso rappresentazioni teatrali o gli spazi ampi in cui si svolgerà. Si potranno vivere grandiose esperienze comunitarie o artistiche individuali. Artisti di fama, impegnati in programmi live e eventi mediali, hanno anche in programma diverse collaborazioni. Dovreste essere ansiosi soprattutto di partecipare con gruppi dal vostro paese per portare differenti contributi.

È SUCCESSO ANCHE A: “Edith Stein”

Edith SteinEdith Stein nacque a Breslavia (Wroclaw, allora in Germania, oggi in Polonia) il 12 ottobre 1891. Ultima di una famiglia numerosa, il padre morì poco dopo la sua nascita. La madre, donna di carattere forte e di grande fede “era ebrea osservante,” prese in mano l’azienda del marito e con grande sforzo personale riuscì a farla prosperare, potendo così mantenere i suoi figli. La figura materna sarà importante nella vita di Edith: l’esempio di austerità di vita e di una fede profondamente vissuta segneranno il suo carattere e saranno sempre per lei un importante punto di riferimento.
La bambina Edith si dimostrò presto dotata di un’intelligenza vivace, particolarmente attratta dalla letteratura, alla quale era stata iniziata dai fratelli maggiori. L’esempio di religiosità di sua madre rappresentava un’eccezione rispetto all’ambiente familiare in cui si muoveva e, come lei stessa racconta, per l’esempio di ateismo dei suoi parenti, molto presto smise consapevolmente e deliberatamente di pregare. Brillante negli studi secondari, iniziò l’università nella sua città natale, indirizzandosi verso la storia e la letteratura tedesca.
Negli anni universitari l’interesse per la letteratura si approfondì in interesse per l’uomo, ed Edith aggiunse alle lezioni di storia e letteratura anche la frequenza a corsi della nascente scienza psicologica.
Un incontro importante per la maturazione intellettuale e spirituale della giovane filosofa fu quello con Max Scheler. Questi era stato diffidato dall’insegnamento nell’università di Gottinga, per lo scandalo causato dalla sua causa di divorzio, ma la Società Filosofica lo invitò a tenere in un caffè delle conferenze private. In questi incontri Edith Stein poté constatare le divergenze fra Husserl e Scheler: Edith Stein ammirerà sempre la genialità di Heidegger, ma criticandone le idee. Quando, nel 1931, cercava appoggi per l’abilitazione universitaria, escluse a priori l’ipotesi di lavorare per lui, perché in tal caso si sarebbe sentita in dovere di assecondare la sua linea di pensiero, cosa che non era in grado di fare. Anche la sua opera principale, “Essere finito e Essere eterno”, mostra già nella scelta del titolo la sua posizione polemica rispetto ad “Essere e tempo” di Heidegger, oltre a presentare in appendice una dettagliata analisi del pensiero di questo autore.
La svolta nella sua attività intellettuale si produsse però in seguito al suo incontro con il padre Erich Przywara. Questi era in cerca della persona giusta per tradurre in tedesco alcune opere del cardinale Newman, e Dietrich von Hildebrand gli consigliò di parlarne ad Edith Stein, che accettò l’incarico. Con l’occasione di questo lavoro ebbero modo di conoscersi meglio, e quando Przywara si rese conto della statura intellettuale della Stein, la incoraggiò a continuare lo studio di san Tommaso, iniziato già poco dopo la conversione, su consiglio di Günther Schulemann, vicario del Duomo di Breslavia, suggerendole in particolare di tradurre le “Quæstiones disputatæ de veritate”. Edith Stein accolse prontamente il consiglio, poiché comprendeva l’importanza di impossessarsi delle radici filosofiche della sua nuova fede.
Fin dall’inizio di questo nuovo studio sentì il bisogno di confrontare la dottrina del Dottore Angelico con la fenomenologia. La sua conversione, infatti, non comportò un rifiuto della filosofia precedentemente appresa, anzi, ella pensò sempre di poter trovare una conciliazione fra fenomenologia e tomismo. La prima espressione di questo confronto apparve nel numero speciale dello Jahrbuch per il settantesimo compleanno di Husserl, mentre si può dire che “Essere finito ed essere eterno” ne fu l’ultima, dato che fin dalle prime pagine si presenta come un tentativo di realizzare una sintesi tra San Tommaso e la fenomenologia.
Durante gli anni di Spira tentò anche l’abilitazione all’insegnamento universitario, ma si scontrò con una mentalità che ancora non concedeva spazio alle donne per certe professioni. L’unico risultato del suo primo tentativo fu che a Gottinga l’insegnamento universitario per le donne smise di essere legalmente impossibile, rimanendo impossibile soltanto di fatto. Nel 1931 decise di lasciare l’insegnamento e di tornare a Breslavia, per dedicarsi interamente a terminare la traduzione del De veritate e poi decidere cosa fare per il futuro. Nel 1932 venne invitata alla prima giornata di studi della "Société Thomiste" a Juvisy, vicino Parigi, e ne approfittò per fare visita all’amico Alexander Koyré, che insegnava a Parigi.
Fra gli stimoli intellettuali che Edith Stein si aspettava dalla sua visita in Francia, ebbe sicuramente un peso importante l’incontro con Jacques Maritain e sua moglie, con i quali rimase in contatto epistolare negli anni successivi. Intorno al 1931-1932 le si presentarono due nuove possibilità di tentare la strada dell’insegnamento universitario: a Friburgo, dove vari professori le avevano promesso il loro appoggio, e nella stessa Breslavia, dove le si offriva di tenere un corso di introduzione alla filosofia fenomenologica. Anche queste due opportunità sfumarono, ma di questo nuovo tentativo ci restano i lavori preparati per l’occasione: Potenz und Akt, e Introduzione alla filosofia. Si concretò invece un’offerta di lavoro dell’ "Istituto tedesco di pedagogia scientifica" di Münster, dove insegnò nell’anno accademico 1932-1933.
L’inizio del successivo anno accademico fu preceduto da una nuova legge del Reich, che impediva l’accesso all’insegnamento alle persone di origine ebrea. Edith Stein si licenziò dall’Istituto. Trovandosi di nuovo a dover decidere del suo futuro, aveva davanti a sé due principali alternative: un’offerta di lavoro dall’America Latina o la possibilità di ritentare la strada del convento, che le era stata negata dieci anni prima. Dopo aver chiesto luci al Signore, e comprendendo abbastanza bene i rischi che correva rimanendo in Germania, chiese di essere ammessa nel Carmelo di Colonia, dove prese il nome di Teresa Benedetta della Croce.
Entrò al Carmelo disposta ad abbandonare del tutto la sua attività filosofica, ma ben presto i suoi superiori iniziarono ad affidarle incarichi intellettuali: opuscoli commemorativi di vari santi, studi sulla spiritualità carmelitana, uno studio su Dionigi l’Areopagita. Con l’intento di fare un’apologia degli ebrei tedeschi, già prima di entrare al Carmelo aveva iniziato a scrivere la storia della sua famiglia, ed a più riprese la continuò anche nel Carmelo. Infine venne incoraggiata, forse anche per distrarla dal crescente clima di persecuzione che si stava producendo in Germania, a riprendere e completare il lavoro iniziato con “Potenz und Akt”. Esaminando i suoi appunti decise di riscriverlo daccapo, e verso il 1936 era pronta per le stampe la sua più importante opera filosofica: “Essere finito e Essere eterno”. Non riuscì però a pubblicarla, perché anche le case editrici più coraggiose non osavano ospitare l’opera di un’ebrea, e pubblicare sotto falso nome un’opera così personale le parve una soluzione inaccettabile.
Nel 1938 la situazione in Germania era deteriorata tanto che il Carmelo non offriva più alcuna garanzia di sicurezza. Venne pertanto deciso di trasferire Edith Stein in Olanda, nel vicino e affiliato Carmelo di Echt, dove la raggiunse anche la sorella Rosa, convertitasi al cattolicesimo dopo la morte della madre. Qui Edith si mise a studiare la spiritualità di San Giovanni della Croce ed iniziò a scrivere il saggio Scientia Crucis. Con l’invasione tedesca del 1940, anche l’Olanda smise di rappresentare un rifugio sicuro per le due sorelle, sebbene le autorità tedesche avessero assicurato che non avrebbero incluso nella persecuzione gli ebrei cristiani, purché convertiti prima dell’invasione. Per questo si iniziarono le pratiche per tentare un trasferimento in Svizzera.
Nel frattempo il 26-7-1942 i vescovi olandesi pubblicarono un documento di condanna della persecuzione antisemita. La risposta tedesca fu immediata: la domenica seguente il 2-8-1942 vennero deportati i cattolici olandesi di origine ebrea, comprese le due sorelle Stein, ed uccisi ad Auschwitz il 9 agosto 1942. Fu un atto compiuto con l’evidente intenzione di offendere la Chiesa Cattolica, per questo l’11 ottobre 1998 Edith Stein è stata canonizzata come martire della fede, e viene venerata con il nome carmelitano di Santa Teresa Benedetta della Croce.
Il 1 ottobre 1999 Giovanni Paolo II l’ha nominata co-patrona d’Europa, insieme con Santa Caterina da Siena e Santa Brigida di Svezia.

PRENDI E MANGIA: “Dal Vangelo di Marco 1,1-11” Battesimo di Gesù

 “Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: «Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto; preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri». Si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare dal lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».
In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mi prediletto, in te mi sono compiaciuto».”
Parola del Signore


PREGHIERA: "Salmo 8"

“O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra;
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato;
gli hai dato potere sulle opere delle tue dita,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra”.


CANTO: "Santa Maria del cammino"

Mentre trascorre la vita solo tu non sei mai,
Santa Maria del cammino sempre sarà con te.

Rit.:    Vieni o madre in mezzo a noi, vieni Maria quaggiù.
Cammineremo insieme a te verso la libertà.

Quando qualcuno ti dice: "nulla mai cambierà"
lotta per un mondo nuovo, lotta per la verità. Rit.

Lungo la strada la gente chiusa in se stessa và;
offri per primo la mano a chi è vicino a te. Rit.

Quando ti senti ormai stanco e sembra inutile andar,
tu vai tracciando un cammino; un altro ti seguirà. Rit





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