Appuntamento
una volte la
settimana, volta più, volta meno.
Per un totale di qualche ora
trascorsa insieme.
Abilità richieste? Essere sé
stessi per donarsi pienamente agli Altri.
Questi sono gli incontri del gruppo “Giovani Famiglia Marista”. In uno
spirito di amicizia, ci si vede per pregare insieme e per condividere
le nostre
piccole grandi esperienze.
CON-DIVIDERE. Dividere
con. Per coloro che non hanno mai sentito parlare precedentemente della
cosa,
garantisco io (e sai che sicurezza…)! Grande strumento la condivisione,
ti
permette di metterti in gioco davanti ad altre persone, facendoti
superare quei
problemi di comunicazione e timidezza che a volte pensiamo di avere. Ti
permette di crescere grazie a un’esperienza vissuta e raccontata,
magari di far
crescere chi ti ascolta. Se non siamo convinti che ogni nostro
più piccolo
gesto può far la differenza verso il nostro Prossimo, allora che
cristiani
siamo?! Dobbiamo essere profondamente convinti che alla cassa del
supermercato
quel sorriso alla vecchietta di turno può aver cambiato la
giornata a qualcuno.
Fatti, non… dice il comico romagnolo di Zelig! Così deve essere
anche per chi
decide di testimoniare Cristo.
Così anche io mi trovo a
condividere le mie giornate o altri momenti importanti insieme agli
altri del
gruppo. In particolare un giovedì sera, su proposta di Marco e
Mario, ho reso
una testimonianza sulla mia esperienza di associazionismo. Ho
semplicemente
raccontato, in un venti minuti, cosa vuol dire per me fare
associazionismo,
cosa vuol dire la
“vocazione cristiana” che sento e che mi dice
proprio
di essere attivo in questa direzione. Facendo questo, mi sono trovato a
fare i
conti con una “necessaria realtà”, parafrasando noti liberali:
l’essere
presidente di un’associazione nazionale di studenti, coordinatore di
diverse
iniziative etc. etc. ha per me una sola motivazione-base, che si chiama
testimoniare. Ed ecco che, in modo assolutamente naturale, emerge il
dato più
significativo della mia fede: l’impossibilità di non poter stare
inattivo con
le mani nelle mani, una volta aver compreso quanti doni ho ricevuto.
Vangelo
non vuol dire proprio questo?! Buona Novella, cioè una Parola
che per quanto
affascinante è, non si può tenere per sé. Non si
può non testimoniare !
Dunque io ho ricevuto un dono,
una possibilità, che ha portato frutto. L’ho ricevuta
perché qualcuno prima di
me aveva deciso di seminare su un campo che sembrava fertile…
altrettanto cerco
di fare io. Cercare di far capire alle persone con cui vengo in
contatto che
determinate esperienze non se le possono far sfuggire!
“Il Cristianesimo è agli antipodi
dell’interiorità”, amava dire il mio (magico) prof. di storia e
filosofia.
Nulla di più vero. Per quanto la dimensione contemplativa
è necessaria al
nutrimento dello spirito (“ossigeno spirituale” la definisce un mio
amico), è
nell’azione che il cristiano fa la differenza.
È stato questo il senso della mia
testimonianza. Passare un messaggio. Non tenersi la gioia vera che
proviamo
tutta per sè, ma comunicarla agli altri. Gesù in fondo
non ha fatto altro:
parlava così tanto della Bellezza che suo Padre gli aveva
regalato, che suscitò
un po’ di rabbia attorno a lui… la fine (o il più incredibile
inizio ?!) della
storia la sappiamo tutti.
Ti lascio con un invito... se sei
finito su questa pagina un motivo ci sarà… potevi scegliere
altri diecimila
siti… le casualità vanno bene fino a un certo punto, poi entra
in gioco
qualcos’altro…
Perché non fai una salto nella Comunità di Accoglienza e
Formazione dei
Padri Maristi a via Cernaia il giovedì !?