Giovani Famiglia Marista

VOCAZIONE CRISTIANA: CON-DIVIDERE

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Appuntamento una volte la settimana, volta più, volta meno.
Per un totale di qualche ora trascorsa insieme.
Abilità richieste? Essere sé stessi per donarsi pienamente agli Altri.
Questi sono gli incontri del gruppo “Giovani Famiglia Marista”. In uno spirito di amicizia, ci si vede per pregare insieme e per condividere le nostre piccole grandi esperienze.
Gabriele e AntonioCON-DIVIDERE. Dividere con. Per coloro che non hanno mai sentito parlare precedentemente della cosa, garantisco io (e sai che sicurezza…)! Grande strumento la condivisione, ti permette di metterti in gioco davanti ad altre persone, facendoti superare quei problemi di comunicazione e timidezza che a volte pensiamo di avere. Ti permette di crescere grazie a un’esperienza vissuta e raccontata, magari di far crescere chi ti ascolta. Se non siamo convinti che ogni nostro più piccolo gesto può far la differenza verso il nostro Prossimo, allora che cristiani siamo?! Dobbiamo essere profondamente convinti che alla cassa del supermercato quel sorriso alla vecchietta di turno può aver cambiato la giornata a qualcuno. Fatti, non… dice il comico romagnolo di Zelig! Così deve essere anche per chi decide di testimoniare Cristo.
Così anche io mi trovo a condividere le mie giornate o altri momenti importanti insieme agli altri del gruppo. In particolare un giovedì sera, su proposta di Marco e Mario, ho reso una testimonianza sulla mia esperienza di associazionismo. Ho semplicemente raccontato, in un venti minuti, cosa vuol dire per me fare associazionismo, cosa vuol dire la “vocazione cristiana” che sento e che mi dice proprio di essere attivo in questa direzione. Facendo questo, mi sono trovato a fare i conti con una “necessaria realtà”, parafrasando noti liberali: l’essere presidente di un’associazione nazionale di studenti, coordinatore di diverse iniziative etc. etc. ha per me una sola motivazione-base, che si chiama testimoniare. Ed ecco che, in modo assolutamente naturale, emerge il dato più significativo della mia fede: l’impossibilità di non poter stare inattivo con le mani nelle mani, una volta aver compreso quanti doni ho ricevuto. Vangelo non vuol dire proprio questo?! Buona Novella, cioè una Parola che per quanto affascinante è, non si può tenere per sé. Non si può non testimoniare !
Dunque io ho ricevuto un dono, una possibilità, che ha portato frutto. L’ho ricevuta perché qualcuno prima di me aveva deciso di seminare su un campo che sembrava fertile… altrettanto cerco di fare io. Cercare di far capire alle persone con cui vengo in contatto che determinate esperienze non se le possono far sfuggire!
“Il Cristianesimo è agli antipodi dell’interiorità”, amava dire il mio (magico) prof. di storia e filosofia. Nulla di più vero. Per quanto la dimensione contemplativa è necessaria al nutrimento dello spirito (“ossigeno spirituale” la definisce un mio amico), è nell’azione che il cristiano fa la differenza.
È stato questo il senso della mia testimonianza. Passare un messaggio. Non tenersi la gioia vera che proviamo tutta per sè, ma comunicarla agli altri. Gesù in fondo non ha fatto altro: parlava così tanto della Bellezza che suo Padre gli aveva regalato, che suscitò un po’ di rabbia attorno a lui… la fine (o il più incredibile inizio ?!) della storia la sappiamo tutti.
Ti lascio con un invito... se sei finito su questa pagina un motivo ci sarà… potevi scegliere altri diecimila siti… le casualità vanno bene fino a un certo punto, poi entra in gioco qualcos’altro…
Perché non fai una salto nella Comunità di Accoglienza e Formazione dei Padri Maristi a via Cernaia il giovedì !?


Antonio De Napoli
  
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