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    SULLA STRADA PER COLONIA
    La ricerca: "Mi decido a partire"
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Quante difficoltà su questo punto!

ACCENSIONE: "Perchè si e perchè no"

Leggete il racconto qui sotto, poi dividetevi in due gruppi. Ogni gruppo deve scrivere altre dieci righe di dialogo botta e risposta tra Gabriele e la Ragazza. Uno dei due gruppi deve riuscire a convincere la Ragazza che Maria ha fatto bene mentre l’altro gruppo deve convincere Gabriele che la scelta di Maria è stata esagerata. Per valutare il lavoro migliore si ascolteranno le ragioni dei due gruppi ma anche lo stile!

DIALOGO per UNA SCELTA
(variazione narrativa sull’annunciazione)
Annunciazione
Narratore: "Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse...

(entra in scena una voce non prevista)

Ragazza: (intervenendo all'improvviso) Ferma un momento!

Angelo Gabriele: Perché ci interrompi?

Ragazza: Per dare voce ai tanti ai quali queste pagine del Vangelo fanno difficoltà.

Angelo Gabriele: Cos'è che non ti va bene?

Ragazza: Il fatto che Maria non possa avere il tempo sufficiente per pensare, dice di sì praticamente subito!

Gabriele: Al suo posto avresti fatto diversamente?

Ragazza: Molto diversamente.

Gabriele: Per esempio?

Ragazza: Per esempio ti avrei detto di ritornare dopo qualche giorno o qualche mese, per poter valutare meglio i pro e i contro di una scelta che mette in gioco tutta la vita.

Gabriele: Mi permetto di contraddirti….
(ogni gruppo continua il dialogo in modo originale)

voci: Mariacristina, Taranto


Mondo
Ho ventun anni: sono una donna-bambina
che ormai non sogna più di andare come
missionaria in Africa. Da ragazzina volevo

ambiare il mondo, ma più cresco e più mi

rendo conto che il mondo sta cambiando me.

Non voglio sovvertire regole o cambiare “il

sistema”, ho capito che non è possibile. Però

chiedo che nessuno cambi me; che nessuno

mi segni la via, mi imbocchi le parole; chiedo
a questa società di non pilotare il futuro, non
dare un’etichetta al mio animo

prendi e mangia:
Dal libro di Ezechiele 3,3

“Mi disse: «Figlio dell’uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo libro, poi va’ e parla al tuo popolo»”.
Parola di Dio

“Mi decido a partire...” “...ma intanto sto ancora un pò a letto”

È successo a una ragazza innamorata

Dal libro del Cantico dei Cantici 5, 2-8

Io dormo, ma il mio cuore veglia. Un rumore! È il mio diletto che bussa: «Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia; perché il mio capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne».
«Mi sono tolta la veste; come indossarla ancora? Mi sono lavata i piedi; come ancora sporcarli?».

Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio e un fremito mi ha sconvolta.

Mi sono alzata per aprire al mio diletto e le mie mani stillavano mirra, fluiva mirra dalle mie dita sulla maniglia del chiavistello. Ho aperto allora al mio diletto, ma il mio diletto già se n'era andato, era scomparso. Io venni meno, per la sua scomparsa. L'ho cercato, ma non l'ho trovato, l'ho chiamato, ma non m'ha risposto. Mi han trovato le guardie che perlustrano la città; mi han percosso, mi hanno ferito, mi han tolto il mantello le guardie delle mura. Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto, che cosa gli racconterete? Che sono malata d'amore!

Parola di Dio

La domanda

Per camminare davvero bisogna avere una meta. Altrimenti si possono fare migliaia di passi senza andare da nessuna parte.
  •  Quale “amore” mi muove attualmente?
  • E quali preoccupazioni mi trattengono dal partire decisamente?
Sant'Agostino
 è successo anche a: “Sant'Agostino, 354-430”

Nasce pagano (come tutti noi, del resto), studia e si impadronisce della cultura letteraria e filosofica del suo tempo. Diventa cristiano dopo averne fatte di tutti i colori. Diventa prete e vescovo, fa i conti con la devastazione di Roma da parte dei barbari nel 410. Muore mentre la sua città è assediata dai vandali. Guarda però nel futuro, e ci influenza come pochi altri fino ad oggi. Anche se non ce ne rendiamo conto.


“Vescovo ritardatario”

“Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.
Confessioni 10,27,38

“Sei grande, Signore, e degno di altissima lode: grande è la tua potenza e incommensurabile la tua sapienza. E vuole celebrarti l'uomo, questa particella della tua creazione… Tu lo risvegli al piacere di cantare le tue lodi perché tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in Te..."
Confessioni 1,1

PROVACI: "Le occasioni perdute"

                                 QUELLA VOLTA NON HO FATTO…                           SENTIMENTI CHE HO PROVATO

Famiglia... Scuola... Gruppo... Squadra... Parrocchia... Amici...


preghiera: Quando cerchiamo scuse

Ci vien facile pensare:
“ Ci penseranno gli altri…”

i genitori, il governo,
i professori, i preti

e le suore".

È facile dire: “ Passo”.
E stare a guardare.


Ma non è possibile
se vogliamo essere tuoi

discepoli.

Tu, Signore Gesù,
parli a tutti;

chiedi a tutti;

responsabilizzi tutti.

E non c’è scusa.
Non possiamo dirti

che siamo ragazzi.
Perché tu non guardi

nè l’età, nè i gradi,
nè il sesso, nè i diplomi,

Non è facile
Ma non possiamo dire:

“Passo”.

Così ci proviamo.

Tu rimani con noi.

Don Tonino Masconi










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