Sono
due anni
che nella Comunità di Accoglienza e Formazione dei Padri
Maristi, come gruppo
di “AMICI IN PREGHIERA,” abbiamo scelto di partecipare alla
celebrazione
Eucaristica.
Per me l’Eucaristia è la liturgia
per eccellenza, la massima espressione di preghiera per il cristiano.

Nella liturgia
c’è tutto:
l’ascolto della Parola, la riflessione, la condivisione, il silenzio,
il canto,
la gioia.
Con gli amici,
quando ci riuniamo
in Cappella, con i Padri Luigi e Pierino, per celebrare l’Eucaristia,
si
avverte l’azione dello Spirito Santo e nel gruppo si stabilisce
un’intima
unione con Gesù a livello spirituale, e le gioie e i dolori
dell’uno diventano
dell’altro, secondo una perfetta simbiosi di pensiero e di amore. Si
forma così
la famiglia di Dio in cui ognuno si sente amato dal fratello e si pone
al suo
servizio, in un meraviglioso scambio di aiuto reciproco, recuperando
ogni
divisione e conflittualità nella ricerca della verità e
della fedeltà a Cristo.
Partecipando quei lunedì all’Eucaristica, quando sono
particolarmente
stanca e demoralizzata, con il desiderio di lasciare tutto e tutti, la
sensazione che provo nel profondo dell’animo è di una grande
serenità
interiore, perché mi sento come l’assetato nel deserto che
finalmente trova
l’oasi per dissetarsi e riprendere il cammino. Così io mi
disseto e attingo
quell’acqua spirituale che mi rinfranca per continuare il cammino
quotidiano
nel servizio: nel difficile compito di essere figlia, paziente e
amorevole, con
un padre sofferente, moglie nella dedizione e nella fedeltà
coniugale, madre
presente per ascoltare e consigliare ma sempre con discrezione.
Così mi lascio
rinnovare ogni volta per essere sempre più assimilata a Cristo e
trasformare
ogni azione, ogni evento triste o lieto in un perenne inno eucaristico.