Quando ho
ricevuto il permesso
dai miei genitori, e soprattutto da Padre Luigi Savoldelli, per andare
a
trascorrere uno splendido campo estivo di una settimana in un
Bioagriturismo
abruzzese, in località Anversa degli Abruzzi, non pensavo che
sarebbe stata
un’esperienza tanto spettacolare quanto istruttiva.
Infatti grazie agli insegnamenti
di Fabio e Roberta, due animatori di questa splendida azienda agricola,
ho
imparato ad apprezzare il lavoro dei pastori, che, per il loro gregge,
farebbero di tutto, dal momento che non hanno nient’altro, non sono
condizionati dalla vita cittadina, dalle mode o dalla televisione.
Pensano solo
a radunare le loro 1500 pecore e portarle al pascolo, anche con la
pioggia o
con il sole.
Hanno fatto una scelta ed
intendono portarla avanti fino in fondo!
Per quanto riguarda la personale
“avventura” all’interno dell’Agriturismo, il primo giorno, con la
presenza dei
genitori che ci avevano accompagnati, abbiamo fatto un “sopralluogo”
del posto,
guidati dal gentilissimo Fabio.

Devo dire che le
camere erano
molto spaziose, i letti comodi e l’ambiente circostante alle stesse
camere,
naturale ed incontaminato.
Il secondo giorno abbiamo provato
una nuova esperienza, la produzione del formaggio. Questa esperienza ha
occupato molto tempo. Infatti per arrivare alla solidificazione del
latte, e
quindi al formaggio, si impiegano circa 12 ore. Aspettando il
raffreddamento,
si mette il sale.
Questa esperienza mi ha, diciamo
così, “illuminato” dal punto di vista scientifico ed alimentare.
Il terzo giorno siamo andati,
accompagnati da un gentilissimo pastore macedone, a pascolare
settecento
pecore. E’ stata un’esperienza veramente sensazionale, anche se verso
la fine
ci siamo presi un bel acquazzone. Comunque mi ha colpito il fatto che,
mentre
noi siamo tornati di corsa a causa della pioggia, il pastore ha
continuato a
procedere con la sua “missione”.
Il giorno successivo è stato
sinceramente meraviglioso, poiché ci siamo recati all’oasi del
WWF, dove abbiamo
visto, analizzato e raccolto diversi tipi di piante con la supervisione
di una
giovane di nome Paola.
Venerdì “ ci siamo guadagnati i
pasti”. Infatti siamo stati tutto il giorno ad impastare pane, pasta e
pizza,
anche se il pane non è venuto un gran che, l’ho mangiato
volentieri, perché
frutto della mia fatica.
Mi sono anche divertito molto
l’ultimo giorno, colorando la lana, riparando la staccionata e
dipingendo vari
tavoli.
Sicuramente quando me ne andrò,
al più tardi possibile… spero, credo che mi resteranno molti
ricordi, non solo
per le numerose esperienze vissute, ma anche per le vecchie amicizie
approfondite e le nuove fatte, ne cito una per tutte Jimmy.