Giovani Famiglia Marista

L'IMPORTANZA DEL DIALOGO

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Quante volte ci siamo sentiti ripetere che i ritmi della vita moderna sono diventati ormai insostenibili, così rapidi da far perdere quasi l’orientamento. I momenti di riflessione, o solamente di pausa, sono diventati rari come trovare un isola veramente deserta nel Mar dei Caraibi.
Francesco CiaraffoSuccede però che anche le constatazioni più sacrosante quando ci vengono ripetute continuamente, rischiano di diventare banali.
Per fare in modo che, ciò che sembra essere diventato un luogo comune, è in realtà una verità bisogna vivere determinati momenti e sensazioni in prima persona. Mi è capitato così quando ho accettato l’invito a partecipare alle riunioni di un gruppo di giovani universitari che insieme condividono piccole o grandi esperienze di vita, stati d’animo esaltanti o tristi, azioni lodevoli o errori che fanno arrossire. Ecco allora che quella riflessione, ormai banalizzata, riacquista il suo vero valore. Così le situazioni davvero rilevanti recuperano la loro valenza, gli esseri umani riprendono la loro dimensione reale e si accantonano tutte le circostanze apparentemente gigantesche, ma che in realtà sono solo la cornice della nostra esistenza. Cos’è una piccola crisi sentimentale giovanile di fronte ai gravi problemi che una famiglia può trovarsi a dover superare? Cosa sono le nostre piccole rinunce a oggetti a volte inutili al cospetto di chi si trova a dover rinunciare alla propria dignità? Cosa sono i nostri problemi universitari in confronto ai gravi problemi di salute che molte persone sono costrette a superare?
Molte volte abbiamo ascoltato lunghi discorsi di accusa nei confronti della società moderna accusata di essere protagonista di moltissime nefandezze. A volte non mi sono trovato d’accordo con questi capi d’accusa, ma credo che uno dei veri gravi problemi della contemporaneità sia il ribaltamento dei criteri di valutazione. Ciò che è inutile diviene indispensabile, il superfluo considerato necessario; chi è disposto al perdono o alla comprensione visto come un debole, chi è spietato visto come un forte. Il rimedio a questa tendenza credo sia proprio nel dialogo e nel confronto. Ognuno di noi dovrebbe dedicare a queste attività almeno un’ora della nostra giornata. Le storie che si ascoltano sono il miglior modo per capire noi stessi, senza giudicare chi racconta ma solo cercando di proiettare quel momento di vita comune nella nostra esistenza per poter immaginare la nostra reazione e, quella si, giudicarla cercando sempre di migliorarsi. È questo quello che cerco di fare durante quegli incontri indispensabili per renderci cristiani, ma soprattutto uomini e donne migliori.

Francesco Ciaraffo
  
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