Ormai sono anni che il giovedì
sera, salvo eccezioni, ho un appuntamento importate, una piacevolissima
abitudine, che spero sinceramente che duri a lungo. Ho l’incontro con
la
Comunità dei Padri e dei Fratelli Maristi, coordinato da P.
Luigi e Fr. Marco,
due persone, due cari amici, simpatici e disponibili, che sono riusciti
a
“tenere in piedi” questo gruppo: “Giovani Famiglia Marista”.
Ricordo che nel mese
di settembre
dell’anno scorso, attendevo con
ansia notizie da parte di Massimo, un mio carissimo amico, di secolare
conoscenza, in merito all’inizio degli incontri settimanali con i Padri
e i
Fratelli Maristi. Temevo che non ci potessimo più incontrare e
questo mi
sarebbe dispiaciuto. Ma poi è arrivata la “lieta novella”.
Massimo mi ha
confermato gli incontri, e ho scoperto, con soddisfazione, che gli
incontri
erano aumentati e si erano arricchiti di piacevoli iniziative, come la
visione
di un film, la discussione e lo studio di un particolare argomento
seguito
dalla condivisione. Il tutto intervallato da periodici incontri di
preghiera.
Anche se non sono riuscito ad
instaurare un vero rapporto di amicizia con ciascun partecipante al
gruppo, e
pur pensando che siano poche le persone che realmente partecipano
rispetto a
quelle che risultano

iscritte sulla
carta, è essenziale per me
partecipare a
queste riunioni, nonostante che Massimo scherzando mi dica: ci vai per
farti la
“magnatina” finale.
Mi sono chiesto, a volte, il vero
motivo per il quale frequento questo gruppo, perchè è
importante conoscere
quale è la molla che mi spinge a partecipare. Ma quale è
in verità il motivo?
Ho pensato che non sia certo la presenza di Massimo, il mio vecchio
amico che
mi porta a frequentare queste riunioni.
Mi sono chiesto se non sia la
forza trainante del P. Luigi o anche le numerose iniziative, come
quelle
piacevolissime di Guarcino, dove ho trascorso delle belle giornate, o
gli
incontri di Colle Romito.
Penso alla fine, che siano tutte
queste le risposte alla mia domanda. Penso che abbia un certo valore
anche il fatto che le nostre
azioni siano guidate da nostro Signore. E’ proprio Lui che ci dà
la forza, il
coraggio, di superare le difficoltà e ci guida sulla strada
giusta.
Comunque sono contento di questa
esperienza che sto vivendo. E’ una esperienza importante, perché
è un modo di
confrontarmi con i miei coetanei e non.
Un episodio che volevo ricordare,
e che abbiamo rivissuto in una condivisione di preghiera, è
stata la morte di
Giovanni Paolo II. La sua perdita mi ha un po’ turbato. Egli è
stato un “Grande
Papa”, che ha sicuramente lasciato sì un vuoto incolmabile.
Attraverso il suo cammino ha dato
un grandissimo esempio di “uomo grande” e coraggioso. Giovanni Paolo II
è
riuscito a portare a termine il suo Pontificato, superando con una
grandissima
forza d’animo, le sue sofferenze fisiche. Dopo 27 anni eravamo abituati
a
considerare Lui il NOSTRO PAPA. Comunque sono sicuro che Benedetto XVI
continuerà il cammino iniziato dal suo predecessore e
seguirà sicuramente il
suo esempio.