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Gandhi



MOHANDAS KARAMCHARD GANDHI

“La libertà religiosa, condiziona per la pacifica convivenza”


BIOGRAFIA

Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (soprannome datogli dal poeta indiano R.Tagore che in sanscrito significa “Grande Anima”), è il fondatore della nonviolenza e il padre dell’indipendenza indiana.
Nasce a Portbandar in India il 2 ottobre 1869.
Gandhi tra i dieci e i diciassette anni frequentò la "High School" del kathiawar. Terminata la "High School" andò al College, dove seguì alcuni corsi, ma senza profitto. Dopo aver studiato nelle Università di Ahmrdabad, il 4 Settembre 1888 Gandhi si imbarcò a Bombay per raggiungere Londra, dove cercò di inserirsi nella società, diventando un gentleman, purtroppo senza i risultati che si era preposto.
I tre anni trascorsi a Londra da Gandhi furono per lui di lenta ed inconscia maturazione. Ottenuta l’abilitazione alla professione legale, scopo della sua vita a Londra, nel 1891 ritorna in India. A Bombay lo attendono cattive notizie, la madre è morta da qualche mese, e la professione che lui esercita non rende abbastanza per sdebitarsi con i fratelli che avevano sostenuto le spese per i suoi studi. Spinto dalle suddette ragioni, decise di partire per il Sud Africa per sbrigare un complicato affare legale per conto di una casa di commercio indiana, in modo da estinguere una buona parte del debito, contratto con i fratelli. Vi rimane 21 anni.
Qui si scontra con una realtà terribile, in cui migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. L’indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali (e da lui stesso) da parte delle autorità britanniche, lo spingono alla lotta politica.
Mohandas Karamchard GandhiIl Mahatma si batte per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza nonviolenta “satyagraha”: una forma di non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa.
Gandhi giunge all’uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce. Alla fine, infatti, il governo sudafricano attua importanti riforme a favore dei lavoratori indiani (eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi).
Nel 1915 Gandhi torna in India, dove circolano già da tempo fermenti di ribellione contro l’arroganza del dominio britannico, in particolare per la nuova legislazione agraria, che prevedeva il sequestro delle terre ai contadini in caso di scarso o mancato raccolto, e per la crisi dell’artigianato. Egli diventa il leader del Partito del Congresso, Partito che si batte per la liberazione dal colonialismo britannico.
Nel 1919 abbiamo la  prima grande campagna satyagraha di disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci inglesi e il non-pagamento delle imposte. Il Mahatma subisce un processo ed è arrestato.
Nel 1921 lancia la seconda grande campagna satyagraha di disobbedienza civile per rivendicare il diritto all’indipendenza. Incarcerato, rilasciato, Gandhi partecipa alla Conferenza diMohandas Karamchard Gandhi Londra sul problema indiano, chiedendo l’indipendenza del suo Paese.
Nel 1930 realizza la terza campagna di resistenza. Attua la marcia del sale: disobbedienza contro la tassa sul sale (la più iniqua perché colpiva soprattutto le classi povere). La mattina del 12 marzo 1930, seguito da alcuni studenti, si diresse a piedi  verso la costa per fabbricare qualche grammo di sale in spregio al monopolio, detenuto dal Governo britannico.
In  ogni villaggio dove egli passava si univa a lui sempre più gente, per lo più contadini. La campagna si estese con il boicottaggio dei tessuti provenienti dall’estero. Gli inglesi arrestarono Gandhi, sua moglie e altre 50.000 persone.
Negli anni successivi, la “Grande Anima” risponde ai numerosi arresti con lunghissimi scioperi della fame (importante è quello che egli intraprende per richiamare l’attenzione sul problema della condizione degli intoccabili, la casta più bassa della società indiana). All’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Gandhi decide di non sostenere l’Inghilterra se questa non garantisce all’India l’indipendenza. Il governo britannico reagisce con l’arresto di oltre 60.000 oppositori e dello stesso Mahatma, che è rilasciato dopo due anni. Il 15 agosto 1947 l’India conquista l’indipendenza. Gandhi, però, vive questo momento con dolore, pregando e digiunando. Il subcontinente indiano è diviso in due stati, India e Pakistan, la cui creazione sancisce la separazione fra Indù e Mussulmani e culmina in una violenta guerra civile che costa, alla fine del 1947, quasi un milione di morti e sei milioni di profughi. L’atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscita l’odio di un fanatico indù che lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera

IL PENSIERO DI GANDHI SI BASA SU TRE PUNTI FONDAMENTALI


ATTUALITA' DEL MESSAGGIO

Il messaggio, che il Mahatma ci ha lasciato, è molto attuale e la storia contemporanea, purtroppo, continua ad essere macchiata dalla guerra e dalla violenza.

Gandhi, “piccolo grande uomo”, riesce con le sue sole forze, a sconfiggere il potente Impero britannico e a realizzare il suo grande sogno dell’indipendenza per il suo Paese. Come? Con la forza sbalorditiva della nonviolenza, del boicottaggio pacifico, della resistenza passiva e della ricerca della Verità (Dio).

Come possiamo rendere attuale Gandhi? Come possiamo essere anche noi portatori di pace?

 L'insegnamento della seguente strofa didattica di Gajarati – rispondere al male con il bene – fu il principio guida di Gandhi:  (M.K.Gandhi, L’arte di vivere, p.90).


“Per una scodella d’acqua,
rendi un pasto abbondante;
per un saluto gentile,
prostrati a terra con zelo;
per un semplice soldo,
ripaga con oro;
se ti salvano la vita,
non risparmiare la tua.

Così parole e azione del saggio riverisci;
per ogni piccolo servizio,
dà un compenso dieci volte maggiore:

Chi è davvero nobile,
conosce tutti come uno solo
e rende con gioia bene per male”.

Mohandas Karamchard Gandhi


Mohandas Karamchard Gandhi


“Lo Spirito di Dio è come il vento:
soffia dove vuole
e fa sorgere ovunque profeti e testimoni della Verità.
Lo Spirito ha scelto Gandhi per fare più che predicare  la parola,
ma ascoltare la sua parola quasi sempre è vita religiosa”. 

Don Primo Mazzolari



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