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 Redazione P.Giovanni B. Colosio, P.Agostino Piovesan
 Composizione e Impaginazione P.Agostino Piovesan

I Laici nella Chiesa (2)

Continua la serie di articoli sui laici per comprendere il significato del laicato  nella attuale visione della Chiesa, e in rapporto alla Congregazione dei Padri Maristi

Cerchiamo ora di vedere alcune cose che la Chiesa ha detto dei “laici”.
Il documento “Lumen gentium” del Vaticano II° dice così al numero 33: “L'apostolato dei laici è partecipazione alla missione salvifica della Chiesa..... ogni laico è testimone ed insieme vivo strumento della missione della Chiesa ... i laici sono chiamati a... lavorare affinché il disegno di salvezza raggiunga tutti gli uomini di tutti i tempi, di tutta la terra”. Come si vede siamo ben lontani da un qualsiasi atteggiamento passivo del laicato o da una delega globale da dare al clero.
Ed ancora nel numero 34 lo stesso documento continua: “...Gesù Cristo, volendo anche attraverso i laici continuare la sua testimonianza ed il suo servizio, li vivifica con il suo Spirito e li spinge ad ogni opera buona e perfetta”. “Tutte le loro opere, preghiere, iniziative apostoliche ...diventano sacrifici spirituali graditi a Dio che nella celebrazione eucaristica sono offerti al Padre con l'offerta del Corpo del Signore Gesù”.
Ed ancora nel numero 35: “Cristo....che ha proclamato il Regno del Padre adempie il suo ufficio profetico anche per mezzo dei laici che costituisce suoi testimoni.... I laici diventano efficaci araldi della fede....se congiungono ad una vita di fede la professione della fede”.
Possiamo allora dire che il laico è un testimone esplicito di ciò che crede, testimone con la vita e con la parola.
E sempre al numero 35: “I laici quindi.... possono e debbono esercitare una preziosa azione per l'evangelizzazione del mondo” ed “esprimono la loro speranza anche attraverso le strutture della vita”
Ed infine al numero 36 dice così: “II Signore infatti desidera dilatare il suo regno anche per mezzo dei fedeli laici, il regno cioè della verità e della vita, il regno della santità e della grazia, il regno della giustizia, dell'amore e della pace”.
I fedeli devono perciò riconoscere la natura intima di tutta la creazione, il suo valore.....aiutarsi a vicenda per una vita più santa anche con opere propriamente secolari, affinché il mondo sia imbevuto dello Spirito di Cristo e raggiunga più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace.
“Con la loro competenza e con la loro attività contribuiscono validamente a che i beni creati siano fatti progredire dal lavoro umano, dalla tecnica, dalla creatura per l'utilità di tutti gli uomini e siano tra essi più convenientemente distribuiti e portino al progresso universale della libertà umana e cristiana. Inoltre i laici.. ..risanino le istituzioni e le condizioni del mondo”
Ecco allora il laico: un testimone che evangelizza, rende culto a Dio con la propria vita e fa conoscere la giustizia e la pace.
E per concludere una breve citazione del numero 9 della “Cristifideles laici” citata nel precedente articolo: “I fedeli laici, come tutti i membri della Chiesa, sono tralci radicati in Cristo, la vera vite, da Lui resi vivi e vivificanti”.
Concluderemo questa parte, nel prossimo articolo parlando dei carismi (doni dello Spirito) nella vita della Chiesa e perciò nella vita dei laici e vedendo quali sono le loro funzioni.
Un Marista