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P. ANTONIO nella Lettera del Parroco ha espresso un sentito ringraziamento a tutta la comunità parrocchiale per i momenti di preghiera e di condivisione fraterna, oltre che per le i attestazioni di stima e i doni e ricevuti. Un particolare ringraziamento va a quanti hanno contribuito in vario modo all'organizzazione della festa e del momento conviviale, molto ben riusciti e graditi anche agli ospiti venuti da fuori.
Di seguito riportiamo la preghiera composto e letta da P. Antonio durante la concelebrazione
Grazie Signore!
Grazie per Maria a cui mi hai affidato in un modo tutto particolare
attraverso fa Società di Maria.
Grazie Signore per fa fame e fa sete della tua giustizia nella quale
mi hai spinto con forza fin dall'inizio della mia decisione di
rispondere atta tua chiamata. Con l'entusiasmo viscerale dell'innamorato
mi sono buttato sempre in ogni realtà che ho cotto come tempo e
luogo dell'incarnazione, del desiderio sincero, non calcolato di morirci
pur di partecipare al tuo progetto di risurrezione.
In ogni realtà ho incontrato te nei miei fratelli e ho trovato
la resistenza della mia carne a lasciarsi crocifiggere.
In ogni realtà ho imparato che quel primo germoglio di luce
che ogni volta mi ha catturato aveva, ha bisogno della fatica paziente,
quotidiana, arida... ma che solo fa fare esperienza di quella storia di
salvezza che tu realizzi e che ho io ho assaporato e assaporo nel continuo
intercalarsi delle mie infedeltà e della tua misericordia.
E oggi dopo 25 anni una cosa mi pare di aver capito: l'entusiasmo,
grazie a te, è sempre tanto, ma senza l'umiltà può
fare danno. Per questo oggi ti dico perdono per tutte te mie fragilità
e infedeltà e grazie per tutta la tua misericordia manifestatasi
nel sacramento del perdono, nell'eucaristia e netta fraternità di
tanti amici veri.
Il Venticinquesimo
di P. Antonio
NON SOLO UNA FESTA...
La settimana dal 15 al 21 aprile, nella nostra parrocchia, è
stata caratterizzata dalla significativa ricorrenza del venticinquesimo
anniversario di sacerdozio del parroco, P. Antonio Airò. E' stata
una bella occasione per PREGARE insieme il Signore e per ringraziarlo,
per CONDIVIDERE fraternamente un momento di festa, ma soprattutto per CONOSCERE.
Utilissime e molto partecipate, sono state infatti le due serate del
dialogo (a S. P. Chanel e al Circolo Acli) durante le quali
il Parroco, ha ripercorso
la propria esperienza: più volte era stato chiamato
a farlo in vari luoghi della nostra diocesi, questa è
stata l'occasione per farne partecipi
anche i suoi parrocchiani.
Stimolato dalle domande poste dai presenti, egli ha potuto così
raccontare e rileggere la propria vocazione e l'entrata in seminario al
Rivaio ne! 1963; il periodo degli studi nella Torino "calda" degli ultimi
anni '60 e dei primi '70; la fase della ricerca di una radicalità
evangelica da vivere unitamente allo spirito marista, per entrare attraverso
il Vangelo nella vita concreta della gente e nella storia delle persone;
la scelta di condividere la condizione (il lavoro e l'abitazione) degli
ultimi, nella fattispecie gli operai e gli emigranti di una città
industriale del nord in una fase storica molto carica di tensioni sociali;
la difficoltà a farsi comprendere dai superiori, dai confratelli
e dagli stessi familiari, ma anche il desiderio di scoprire per un verso
come la Chiesa poteva nuovamente tornare a parlare di Gesù Cristo
in modo credibile, soprattutto a quanti la percepivano distante dal loro
quotidiano (fabbrica, quartieri dormitorio, ...), per l'altro come lo Spirito
si manifesti nei "più lontani", facendo emergere anche in loro "frammenti
della resurrezione".
Dal dialogo delle due sere sono emersi anche numerosi agganci con il
presente, come cioè P. Antonio continui a rispondere alla propria
chiamata camminando assieme alla comunità parrocchiale che gli è
stata affidata.
Conoscendo la storia, la formazione e le radici ideali di ciascuno
se ne possono meglio comprendere la personalità e le scelte. In
questo senso inoltre, conoscere, non vuol dire necessariamente compiere
tutti uno stesso percorso, mo può voler dire riscoprire il proprio,
o scoprirlo per la primo volta e continuare a percorrerlo con nuova consapevolezza
sentendosi parte di tutto un popolo che cammina.
Paolo S.