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In memoria di P. Luigi Grazioli
Nato a Ghedi – Brescia 11. 09. 1939
Professione a S. Fede 8. 09. 1959
Ordinazione a S. Fede 18. 12. 1965
A cura di P. Lorenzo Curti, Provinciale
Il 10 marzo il Signore ha chiamato P. Luigi a celebrare la Pasqua eterna
nell’assemblea dei santi. Il Signore che lo ha scelto per essere fedele
dispensatore dei divini misteri, lo ha chiamato a celebrare la perenne
liturgia del cielo. Lo ha chiamato all’improvviso, ancora nel pieno impegno
del suo ministero sacerdotale, lasciando tutti noi nel pieno sbigottimento
e con una domanda: “Ma com’è possibile così in fretta…voleva
ancora prodigarsi con tutte le sue forze nell’annuncio del Vangelo, nel
vivere fino in fondo la sua dedizione alla costruzione del regno di Dio”.
Era sicuramente uno zelante pastore tutto dedito ad accompagnare spiritualmente
le numerose persone che si rivolgevano a lui, attraverso la direzione spirituale.
Ma P. Luigi era un appassionato ricercatore della volontà di Dio
nella sua vita, per cui era sicuramente pronto ad incontrare il Signore
Gesù, a dirgli: quando vuoi Signore, eccomi, si compia in me la
tua volontà. Noi vogliamo unirci a lui nel lodare e benedire il
Signore per averlo chiamato alla vita cristiana, di averlo chiamato alla
vita sacerdotale nella famiglia marista. Ringraziare il Signore e la Vergine
Maria che lo hanno sempre sostenuto con il loro amore e hanno reso fecondo
il suo ministero sacerdotale.
Percorrendo brevemente la sua vita scopriamo quanto il Signore ha realizzato
nella sua esistenza.
Nasce a Ghedi in provincia di Brescia. Entra da ragazzo nel seminario
dei Padri Maristi, prima a S. Fede e poi al Rivaio. A 19 anni entra al
noviziato: è l’anno decisivo per la scelta di vita, in questo caso
la scelta di essere marista: è un anno in cui giunge a vedere la
Società di Maria come il luogo in cui Dio vuole che viva il Vangelo.
Il novizio marista, secondo il pensiero del nostro fondatore, impara a
“gustare Dio” perché una volta gustato Dio, non lo abbandonerà
più: verranno i momenti di prova, di crisi, di difficoltà,
di incomprensioni, ma chi ha gustato Dio sa che il Signore non delude,
indicherà sempre una via di uscita. Inoltre il novizio impara a
scoprire, nella preghiera, come, per il fatto di appartenere alla sua Società,
deve vivere lo spirito di Maria…i maristi desiderano rassomigliare a Maria
e seguire Gesù come Lei ha fatto…i maristi desiderano respirare
lo spirito di Maria, vivere nell’umiltà e nell’obbedienza e rinnegare
se stessi per l’amore di Dio e del prossimo.
Al termine del noviziato Luigi è pronto fare la professione
religiosa , ad emettere i voti prima temporanei, per tre anni e poi perpetui
cioè per tutta la vita. E lo fa con entusiasmo, con convinzione,
con vera passione che denota poi il suo impegno per tutta la vita. Nel
dicembre 1965 ha la grande gioia di essere ordinato sacerdote a Santa Fede,
alla presenza di numerosi confratelli, dei suoi genitori, fratelli e sorelle
che lo hanno sempre accompagnato con grande amore e a cui va il nostro
vivo ringraziamento per averlo donato alla nostra famiglia marista. I primi
due anni di sacerdozio li passa al nostro Collegio di Brescia, il S. Maria,
in mezzo ai giovani come educatore. Nell’ottobre del 1968 viene nominato
prefetto dei grandi al nostro seminario del Rivaio: erano i tempi difficili
per il seminario, diminuivano enormemente le vocazioni, anche lui ha un
momento di smarrimento, ma dopo un periodo di tempo nella comunità
di Nomadelfia, si rende disponibile come viceparroco e poi come parroco
nella parrocchia della Madonna delle Grazie a Castiglion Fiorentino. Questo
periodo Castiglionese ha coperto l’arco di ben 25 anni: anche superiore
della comunità e vicario provinciale. Finalmente all’inizio nel
1993 giunge a Marconia come viceparroco, superiore della comunità
e in questi ultimi anni parroco di Tinchi. Questo ultimo periodo della
sua vita lo conoscete voi meglio di me e penso che la testimonianza del
Vescovo, che ringrazio per la sua presenza, per la benevolenza che ha sempre
mostrato verso i Padri maristi, ci ha fatto apprezzare sempre di più
la figura di questo nostro confratello, piccolo nel suo fisico, ma dal
cuore grande e generoso.
Vorrei però sottolineare il periodo a Castiglion Fiorentino,
dove ha profuso tante energie fisiche e spirituali: c’era bisogno di costruire
un luogo di culto in una zona nuova, dove si sviluppava il paese. Sa coinvolgere
la popolazione, entusiasmarla in modo tale che molti collaborano con lui
alla costruzione della nuova chiesa dedicata a S. Pier Luigi Chanel: lui
stesso lavora manualmente quando c’è bisogno, non ha paura di rimboccarsi
le maniche e tanti parrocchiani lo seguono. Non ha paura di affrontare
numerosi sacrifici. E per far fronte alla spese crea la fabbrica dei coriandoli.
Ce la mette tutta e viene costruita questa nuova chiesa che verrà
inaugurata proprio in occasione della festa del protomartire nell’Oceania.
E nello stesso ha lavorato molto anche per costruire la chiesa comunità
di credenti attraverso le numerose catechesi bibliche nella famiglie e
attraverso l’opera del Villaggio del Giovane.
Abbiamo ancora grandemente bisogno di P. Luigi: “In tutti questi anni
P. Luigi è stato per noi non solo la guida spirituale, ma anche
l’amico e il fratello che sapeva e sa condividere speranze e timori che
la vita quotidiana semina ogni giorno”.
Colui che vi parla è stato il successore di P. Luigi come parroco
sette anni dopo, ma posso dire che il ricordo di P. Luigi era ancora ed
è molto vivo in questa terra toscana, che lui ha tanto amato e da
cui è stato giustamente contraccambiato.
Grazie P. Luigi per aver risposto fedelmente alla grazia del Signore:
grazie per la passione che mettevi in tutto ciò che facevi, grazie
per la tua generosità. Abbiamo ricordato solo qualcosa della tua
esistenza, ma il tutto è scritto nel libro della vita: siamo sicuri
che il Signore ti avrà accolto con le parole: vieni servo buono
e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore.
Dal cielo P. Luigi prega per noi tutti, prega per tutti noi che hai
incontrato nella tua vita, perdonaci se qualche volta possiamo averti fatto
soffrire, ma una preghiera particolare te la facciamo: prega il Signore
che mandino vocazioni alla chiesa, , prega perché qualcuno venga
a prendere il tuo posto nella famiglia marista.
Caro Padre Luigi, volando via non hai lasciato una piccola parrocchia,
ma ciò che eri riuscito a farne: una grande famiglia.
Con la tua dolcezza e la tua fermezza insieme, ci hai mostrato quella
che è la dura strada per ricongiungerci al Padre. Sei riuscito ad
avvicinare tanti di noi a Dio e a te; anche chi ti credeva troppo esigente
o intransigente.
Ma così dev’essere, ci dicevi, non c’è niente o nessuno
prima di Lui.
Ci hai voluto vicino nella tua corsa verso il Signore e lo hai fatto
tenendoci per mano. Hai seminato tanto quaggiù e ci hai mostrato
il senso vero della nostra vita.
Spetta a noi ora saper seguire i tuoi insegnamenti, per poterti un
giorno rincontrare. Insieme al Signore. E per sempre.
P. Luigi Grazioli
Di P. Luciano Carnino
Parroco a Tinchi, il P. Luigi aveva lavorato prevalentemente a Marconia,
dove la comunità parrocchiale, più numerosa, offriva rispondenza
al suo stile di ministero.
Era stato così e si era rafforzato il “Rinnovamento nello Spirito”.
Moltissime persone avevano imparato un nuovo modo di pregare e avevano
gustato la “preghiera del cuore”. Ma l’azione sua era stata principalmente
la direzione spirituale. Lunghe ore di accoglienza, di ascolto, si guida
e di animazione per numerosissime persone alla ricerca di un consiglio,
di un incoraggiamento, di essere tranquillizzate e consolate, e orientate
verso Dio. Per il Padre Luigi sembrava a volte faticosa questo assumere
in se stesso i problemi e le ansie altrui, ma si prefiggeva pure di aiutare
a far crescere queste persone verso atteggiamenti più maturi, più
robusti spiritualmente, meno influenzati da tante forme di pregiudizi e
superstizione.
Fondamentalmente la spiritualità proposta ai suoi diretti si
concentrava nella tradizione della
1. preghiera vissuta nell’adempiere la volontà di Dio nella
propria vita;
2. nelle varie forme dell’ascetismo cristiano per contrapporsi alle
molteplici forme del nostro egoismo;
3. nella pratica dei sacramenti dell’eucaristia e della riconciliazione;
4. nella familiarità con la scrittura, dove Dio parla e istruisce
chi lo cerca;
5. nella visione di chiesa che si rinnova sotto l’impulso e la devozione
alla Vergine Maria.
Come a volte accade, l’attività più intensa dei nostri
confratelli si svolge spesso al lato della vita di comunità, nella
cerchia di persone più permeabili e simpatizzanti con le nostre
idee e le nostre iniziative. Cosicché le valutazioni all’interno
della comunità mancano spesso di elementi sufficienti ed oggettivi
o soffrono del “complesso nazaretano”. La presenza di un numerosissimo
clero ai suoi funerali, le parole commosse del Vescovo, le dimostrazioni
di stima e di affetto di moltissime persone, le condoglianze sentite rivolte
alla comunità dei Padri ci hanno persuasi che P. Luigi è
stato un servo buono e fedele.
P. Luigi (secondo da sinistra) al tempo del suo arrivo nella Comunità di Marconia, attorniato dagli altri confratelli.
P. Luigi (primo da sinistra) assieme al P. Bruno Rubechini (parroco di Marconia), il Vescovo di Matera, Mons. Ciliberti e a P. Michelangelo Cicalese