![]() |
Direzione
ed amministrazione Via Cernaia 14/b
00185 Roma
Telefono 06/4871470 Fax 06/48903900 e-mail marinews@tin.it Direttore Responsabile P.Giovanni B. Colosio Redazione P.Giovanni B. Colosio, P.Agostino Piovesan Composizione e Impaginazione P.Agostino Piovesan |
|
Campo estivo a Entracque
La testimonianza dei partecipanti
Un'esperienza
molto particolare è stata il campo estivo "Maestro dove abiti".
Lo scenario delle alpi marittime, dove è più evidente
la grandezza del creato, dell'opera di Dio, unito alla lettura della sua
parola (Isaia 41,8-16) ci mostra un Dio che crea l'uomo a sua immagine
e lo chiama (chiama ognuno di noi) ad essere suo figlio e ad entrare nella
creazione come una parte viva con la certezza che mai ci abbandona e ci
ama così come siamo, con tutti i nostri limiti.
La nostra difficoltà ad accettare di essere amati da qualcuno
incondizionatamente e quindi anche di dipendere da un altro così
diverso e immenso, ci fa cercare strade nostre, una nostra indipendenza
e come Giona ci ribelliamo a Dio e andiamo su strade nostre, lontane da
Lui, per paura della sua volontà (in fondo non ci fidiamo di Dio)
.
Allontanarsi può rendere difficile il ritorno: la fatica della
salita al rifugio prima, e poi fino alla vetta, è paragonabile alla
difficoltà di seguire Dio e di tornare a lui dopo il peccato. Al
rifugio abbiamo sperimentato il suo perdono nella celebrazione della riconciliazione
e il giorno dopo, accompagnati dalla figura di Abramo che lascia le sue
certezze affidandosi a Dio con la prospettiva di una grande promessa, ci
siamo incamminati anche noi con fatica con le nostre zavorre di peccato,
idee proprie (prefigurate nello zaino). La vetta supera ogni aspettativa
di bellezza e così può essere nella nostra vita se ci fidiamo
di Dio e crediamo che la sua opera in noi è più grande di
ogni nostra aspettativa. Potremo così come Maria magnificare il
Signore
e come Maria compiere ognuno di noi la missione particolare che Dio ci
ha affidato. Possiamo fuggire come Giona, non cercarla o come Samuele facendosi
aiutare (difficile farlo perché significa umiliarsi, ammettere di
aver bisogno di qualcun altro) .
In questo cammino della vita non siamo soli, abbiamo delle guide, (in
questo campo nei padri, fratelli e sorelle maristi) e abbiamo tanti fratelli.
Durante il campo, stupenda è stata la condivisione dei momenti
di svago, di lavoro, di messa in comune delle proprie esperienze tra persone
diverse per età ed esperienze di vita, ma tutte con il desiderio
di seguire il Signore e di mettere in discussione la propria vita. Vorrei
concludere citando il midrash (racconto ebraico) che abbiamo letto nella
veglia di preghiera finale del campo: come la colomba sentiva le ali come
un peso, anche noi spesso viviamo la chiamata di Dio alla santità
come un fardello. L'augurio per tutti noi che abbiamo partecipato al campo
è di poter vivere la nostra vocazione come un qualcosa che ci fa
librare in alto e ci porta a Dio.
Un grazie a tutti voi per averci aiutati in questa esperienza stupenda.

Il ricordo più bello che porto nel cuore è di certo la
due-giorni in montagna ...sono stati 2 giorni che hanno perfettamente "descritto"
, metaforicamente, il senso della vita: fatica, a volte tanto dura da sembrare
inutile, per poi arrivare alla meta dove tutto diventa nullità (compresi
noi e le nostre bolle sotto i piedi) di fronte all'immensa bellezza del
traguardo e la soddisfazione per averlo raggiunto!! E poi la mezz'ora di
salita in silenzio dove il Signore ci ha parlato attraverso il canto degli
uccelli, lo sciacquio dei ruscelli, l'affanno (sempre più insistente)
nostro e dei nostri vicini.... come possono le parole dare il senso reale
di quelle emozioni?!
E poi il rito penitenziale su a 2.000 metri dove (come diceva Rosa)
è sembrato più facile dialogare col Signore!... il Signore
che ci ha parlato attraverso voi religiosi... presenza costante ma mai
invadente! Sempre lì pronti ad accogliere i nostri dubbi, sempre
pronti ad una parola di conforto. E stra-namente mi sono accorto proprio
ad Entracque di quante volte ho perso le occasioni di crescere...Da quanto
frequento i Maristi? Dal lontano 1983/84 quando cominciai la prima elementare!
Quante volte ho aperto totalmente il mio cuore ad uno di loro? Forse le
volte si possono contare su una mano...e questa volta non voglio neppure
"mettere in mezzo" il mio carattere timido...insomma non ci sono scuse!!
E poi il giorno dopo, tornati a casa ad Entracque, nello stupendo incontro
guidato da Padre Pierino "balza fuori" la figura della guida spirituale...
Insomma siete stati capaci di ricreare perfettamente un mosaico che ci
ha fatto capire delle cose prima che ce le faceste notare! Grazie mille
di tutto quello che fate per noi... sempre!!
Michele Ciccarelli