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 Direttore Responsabile P.Giovanni B. Colosio
 Redazione P.Giovanni B. Colosio, P.Agostino Piovesan
 Composizione e Impaginazione P.Agostino Piovesan

Campo estivo a Entracque
La testimonianza dei partecipanti

Un'esperienza molto particolare è stata il campo estivo "Maestro dove abiti".
Lo scenario delle alpi marittime, dove è più evidente la grandezza del creato, dell'opera di Dio, unito alla lettura della sua parola (Isaia 41,8-16) ci mostra un Dio che crea l'uomo a sua immagine e lo chiama (chiama ognuno di noi) ad essere suo figlio e ad entrare nella creazione come una parte viva con la certezza che mai ci abbandona e ci ama così come siamo, con tutti i nostri limiti.
La nostra difficoltà ad accettare di essere amati da qualcuno incondizionatamente e quindi anche di dipendere da un altro così diverso e immenso, ci fa cercare strade nostre, una nostra indipendenza e come Giona ci ribelliamo a Dio e andiamo su strade nostre, lontane da Lui, per paura della sua volontà (in fondo non ci fidiamo di Dio) .
Allontanarsi può rendere difficile il ritorno: la fatica della salita al rifugio prima, e poi fino alla vetta, è paragonabile alla difficoltà di seguire Dio e di tornare a lui dopo il peccato. Al rifugio abbiamo sperimentato il suo perdono nella celebrazione della riconciliazione e il giorno dopo, accompagnati dalla figura di Abramo che lascia le sue certezze affidandosi a Dio con la prospettiva di una grande promessa, ci siamo incamminati anche noi con fatica con le nostre zavorre di peccato, idee proprie (prefigurate nello zaino). La vetta supera ogni aspettativa di bellezza e così può essere nella nostra vita se ci fidiamo di Dio e crediamo che la sua opera in noi è più grande di ogni nostra aspettativa. Potremo così come Maria magnificare il Signore e come Maria compiere ognuno di noi la missione particolare che Dio ci ha affidato. Possiamo fuggire come Giona, non cercarla o come Samuele facendosi aiutare (difficile farlo perché significa umiliarsi, ammettere di aver bisogno di qualcun altro) .
In questo cammino della vita non siamo soli, abbiamo delle guide, (in questo campo nei padri, fratelli e sorelle maristi) e abbiamo tanti fratelli.
Durante il campo, stupenda è stata la condivisione dei momenti di svago, di lavoro, di messa in comune delle proprie esperienze tra persone diverse per età ed esperienze di vita, ma tutte con il desiderio di seguire il Signore e di mettere in discussione la propria vita. Vorrei concludere citando il midrash (racconto ebraico) che abbiamo letto nella veglia di preghiera finale del campo: come la colomba sentiva le ali come un peso, anche noi spesso viviamo la chiamata di Dio alla santità come un fardello. L'augurio per tutti noi che abbiamo partecipato al campo è di poter vivere la nostra vocazione come un qualcosa che ci fa librare in alto e ci porta a Dio.
Un grazie a tutti voi per averci aiutati in questa esperienza stupenda.

Manuela.
Quando sono partita per Entracque avevo le idee chiare: volevo "staccare la spina", lasciandomi alle spalle le fatiche invernali e tutti i malesseri che le avevano accompagnate. Ma sapevo che non andavo incontro ad una vacanza, ed in realtà nemmeno la cercavo. Avevo dentro di me un'esplicita richiesta, mi dicevo: "Rosa, hai un'occasione che cerchi da tempo, vivila al meglio". L'occasione era quella di mettermi allo scoperto con Lui, il Dio che tante volte invoco, ma di cui troppe volte faccio un uso strettamente personale. Quando la prima sera mi sono presentata al gruppo, al meraviglioso gruppo con cui ho "fatto comunità", ho subito esternato questa mia esigenza: parlare con il Signore, a 2000 metri d'altezza, con la quasi certezza che Lui stesse lì ad aspettarmi. Non è stato tanto difficile aprire completamente il mio cuore al Signore come mai avevo fatto prima: è stata una sensazione stranissima e me ne sono resa conto per la prima volta in tutta la mia vita!
Rosa Ciccarelli

Il ricordo più bello che porto nel cuore è di certo la due-giorni in montagna ...sono stati 2 giorni che hanno perfettamente "descritto" , metaforicamente, il senso della vita: fatica, a volte tanto dura da sembrare inutile, per poi arrivare alla meta dove tutto diventa nullità (compresi noi e le nostre bolle sotto i piedi) di fronte all'immensa bellezza del traguardo e la soddisfazione per averlo raggiunto!! E poi la mezz'ora di salita in silenzio dove il Signore ci ha parlato attraverso il canto degli uccelli, lo sciacquio dei ruscelli, l'affanno (sempre più insistente) nostro e dei nostri vicini.... come possono le parole dare il senso reale di quelle emozioni?!
E poi il rito penitenziale su a 2.000 metri dove (come diceva Rosa) è sembrato più facile dialogare col Signore!... il Signore che ci ha parlato attraverso voi religiosi... presenza costante ma mai invadente! Sempre lì pronti ad accogliere i nostri dubbi, sempre pronti ad una parola di conforto. E stra-namente mi sono accorto proprio ad Entracque di quante volte ho perso le occasioni di crescere...Da quanto frequento i Maristi? Dal lontano 1983/84 quando cominciai la prima elementare! Quante volte ho aperto totalmente il mio cuore ad uno di loro? Forse le volte si possono contare su una mano...e questa volta non voglio neppure "mettere in mezzo" il mio carattere timido...insomma non ci sono scuse!! E poi il giorno dopo, tornati a casa ad Entracque, nello stupendo incontro guidato da Padre Pierino "balza fuori" la figura della guida spirituale... Insomma siete stati capaci di ricreare perfettamente un mosaico che ci ha fatto capire delle cose prima che ce le faceste notare! Grazie mille di tutto quello che fate per noi... sempre!!

Michele Ciccarelli