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 Direttore Responsabile P.Giovanni B. Colosio
 Redazione P.Giovanni B. Colosio, P.Agostino Piovesan
 Composizione e Impaginazione P.Agostino Piovesan

Anniversario
Anno 2001, il 15 Novembre
Un marista

Noi maristi celebriamo oggi il centoventiseiesimo anno della morte del nostro fondatore P. Giovanni Claudio Colin.
Può essere utile riportare alla memoria come era quest'uomo e quale eredità ci ha lasciato.
È stato un testimone del vangelo e per questo è presente e attuale.
Un testimone però oscuro e nascosto per un amore appassionato e totale a Gesù Cristo. Oscuro e nascosto per una imitazione di Maria, la prima discepola.
Ma in che modo è presente ed attuale? Se ci guardiamo attorno vediamo che l'uomo di oggi vive in un mondo frantumato. Ha realizzato una massa di scoperte, ma questo non lo ha portato a costruire una gerarchia di valori, né ad intravedere un senso.
Una straordinaria abbondanza di beni si accompagna ad una sorprendente indigenza di sentimento morale e religioso. L'uomo non sa più come orientarsi e comportarsi. Come un bambino riempito e sommerso dalle cose, l'uomo è posseduto da ciò che possiede. Ma ogni oggetto va cambiato in meglio. Quindi ci si chiede: perché ho questa cosa? Cosa ne faccio?
E così, di domanda in domanda, si avvia alla ricerca di senso. Questo, mentre la scienza commette l'errore di trascurare i ritmi profondi e gli equilibri delicati del cosmo, mentre l'economia tende ad una "impossibile" espansione ad ogni costo e contemporaneamente ad un "possibile e crescente" divario tra ricchi e poveri; mentre ci si accorge che le ricchezze della terra non sono inesauribili e testardamente ci si rifiuta di dividerle equamente e di evitare lo spreco.
Cosa c'entra Colin in tutto questo?
Apparentemente molto poco, ma... se riconosciamo che all'euforia scientifica, alla cupidigia economica, all'arroganza dei popoli potenti deve sostituirsi un nuovo modo di essere e di vivere, fatto di sobrietà, di modestia, di semplicità, di rispetto della natura e delle persone; se riconosciamo che il mondo attende povertà evangelica, umiltà cristiana, comprensione profonda ed inconsciamente l'esempio di Gesù stesso che si è spogliato delle sue prerogative divine, riconosciamo che c'è bisogno di uomini nuovi. "L'uomo vecchio se ne va in rovina, quello nuovo si rinnova di giorno in giorno" dice san Paolo nella sua seconda lettera ai Corinzi.
Ed è qui l'attualità di Padre Colin: ci ha trasmesso un messaggio di fede, ispirato esclusivamente ad un profondo rapporto con Dio. Egli ha proposto e propone di vivere la vita come un servizio umile, nascosto, con una grande disponibilità verso le situazioni difficili, spogliandosi di ogni falsa sicurezza. Nessuna imposizione, né prestigio. Ci invita a passare per la via della povertà, quella di Gesù, di Maria, servendo senza rumore come Maria, ed accettando perciò di perdere molte cose: schemi mentali, abitudini, meccanismi di difesa, sicurezze, comodità, forme di immobilismo, accettando di "essere per via", accettando di credere, come Maria, che Dio può chiedere qualsiasi cambiamento.
Il tutto con una grande tensione verso Cristo, realizzando le tre premesse fondamentali per il suo ultimo ritorno: la giustizia, l'amore, la pace.
Il suo messaggio è valido per i religiosi e per i laici, non è in consonanza con la maggior parte del pensiero moderno, ma mira al futuro.